Gli artigiani chiedono riforme e sostegno sui mercati esteri

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I dati dell’ultimo semestre del 2014 riguardanti la produzione industriale, il portafoglio ordini delle imprese, l’aumento dell’export nonché della richiesta di mutui per l’acquisto di immobili e del credito alle imprese mostrano come, anche nel settore artigiano segnali di ripresa, seppur timidi, siano percepibili. La crisi ha fatto da spartiacque tra le imprese: quelle sopravvissute, e anche in crescita, hanno infatti saputo investire in nuovi impianti, aprire nuove strade verso i mercati esteri, innovare processi e prodotti – le aziende artigiane maggiormente strutturate sono cresciute del 2,0 per cento per l’ultimo trimestre -, affrontando quotidianamente però, le lungaggini burocratiche e l’immobilità di una politica incerta.

“Senza adeguate riforme e tempestivi provvedimenti non basteranno gli sforzi e i sacrifici chiesti ad imprese e lavoratori. E’ necessario quindi garantire certezza nei tempi della Giustizia Civile adeguando gli organici dei Tribunali più che le ferie di chi deve giudicare. Serve più che una riforma, una coraggiosa rivoluzione fiscale che incentivi maggiormente gli investimenti e riduca le aliquote dei redditi più bassi. Andrebbe poi definitivamente onorato il pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione verso le imprese creditrici, che nel caso qualcuno non lo sapesse e nonostante gli annunci non è ancora stato risolto.”. Ha le idee chiare Enrico Mattinzoli, presidente dell’Associazione Artigiani di Brescia, su quello di cui le imprese artigiane hanno bisogno oggi. Il fulcro centrale resta la promozione dell’export, perché l’Italia ha la capacità di “generare prodotti che per qualità, tecnologia e design non sono secondi a nessuno”, ma che soffre del fatto che fino ad oggi il Sistema paese non sia stato in grado di aiutare le imprese nella loro collocazione sui mercati esteri. 

“Le misure adottate dal Ministero dello Sviluppo economico prevedono per il triennio 2015 – 2017 un investimento di circa 270 milioni di euro per incentivare e strutturare l’export italiano. Il piano straordinario per il Made in Italy dovrebbe quindi, nelle intenzioni del Governo Renzi, perseguire l’obiettivo di valorizzare il prodotto italiano attraverso una imponente azione di marketing  che da un lato limiti i danni della contraffazione (soprattutto negli Stati uniti d’America) e dall’altro formi export manager capaci di supportare le Piccole e medie imprese interessate”, dichiara Mattinzoli che aggiunge come “la ricaduta più importante per il sistema Brescia sarà la rivalutazione del Dollaro sull’Euro che favorirà ancora di più le esportazioni, che sono poi ciò che ha garantito la tenuta del sistema manifatturiero bresciano, nei comparti meccanico e agroalimentare in primis”. Resta però il nodo dell’accesso al credito: le imprese per strutturarsi hanno bisogno di investire e necessitano di attingere a risorse dal sistema creditizio. “Il vero problema non è la mancanza di liquidità delle banche – spiega Mattinzoli – ma la bancabilità delle aziende. Le Banche hanno fondi, ma le tante imprese non per causa loro (si pensi alla aumento vertiginoso degli insoluti) non riescono a sostenere quei parametri che gli Istituti di credito richiedono  per accedervi”. 

E così interviene il sistema dei Confidi, consorzi che svolgono attività di prestazione di garanzie per agevolare le imprese nell’accesso ai finanziamenti, a breve medio e lungo termine, destinati alle attività economiche e produttive. Artfidi Lombardia, quello di Assoartigiani è il primo vigilato da Bankitalia in  Lombardia, in questi anni, ha cercato, conoscendo lo storico delle aziende iscritte all’associazione, di aiutarle ad accedere al credito, garantendo per loro. “Nel valutare le imprese, quindi, non ci basiamo solo sulla loro bancabilità: sosteniamo aziende che sappiamo come operano e garantiamo per loro, alle banche, fino all’ 80 per cento dell’erogato. Questo perché siamo vicini al territorio: non valutiamo le aziende solo in base a parametri standard, ma per come lavorano e che prospettive che avranno.

E proprio parlando di territorio, Mattinzoli sottolinea come Brescia debba venire incontro alle imprese investendo sulle infrastrutture. Due, secondo il presidente di Assoartigiani, sono le priorità per la Leonessa: l’estensione della banda ultra larga e l’aeroporto. “Siamo già in forte ritardo – premette Mattinzoli – e ora il tempo va recuperato. La priorità è la diffusione della banda ultra larga, perché è il mezzo con cui oggi si fa business e che supporta l’export. La seconda questione è l’aeroporto che deve avere un futuro nel cargo:     un’infrastruttura che non generi perdite, ma che, al contrario, crei le premesse per i futuri voli low cost, dedicati al turismo”.

E parlando di turismo impossibile non citare Expo. “La grande vetrina dell’agroalimentare, che farà conoscere al mondo l’eccellenza dei prodotti del nostro Paese…” – la definisce Mattinzoli, che aggiunge come sia fondamentale che le imprese bresciane siano protagoniste a Milano, “presentandosi in modo strutturato, proprio come ha fatto il Franciacorta che, vino ufficiale della manifestazione, si è messo in mostra come Consorzio, diventando una vetrina congiunta di tutti coloro che lo producono e dell’intero territorio. Un eccellente esempio da seguire.”

 

 

Alessia Marsigalia

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