Imprese, la produzione manifatturiera è in aumento

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Dopo una fine d’anno caratterizzata da un andamento negativo della produzione, per la manifattura bresciana il 2015 – secondo i dati diffusi dal Centro studi di Associazione Industriale Bresciana a fine febbraio –  inizia con un abbrivio positivo, favorito da una serie di fattori, tra cui la debolezza dell’euro e i bassi costi delle materie prime energetiche. Nel dettaglio, la produzione è risultata in aumento per 38 operatori su 100, con un saldo positivo del 20% tra imprese che hanno dichiarato variazioni in aumento e in diminuzione, mentre il livello dell’attività è giudicato inferiore al potenziale dal 39% delle imprese del campione. L’evoluzione del comparto industriale provinciale si inserisce in un contesto nazionale ancora particolarmente aspro, ma in cui iniziano a manifestarsi segnali di recupero: l’indice PMI manifatturiero a dicembre, pur rimanendo di poco al di sotto del valore che delimita l’espansione dalla contrazione, si è infatti attestato sui valori massimi delle ultime quattro rilevazioni.

La produzione è aumentata nei comparti: abbigliamento, carta e stampa, chimico, gomma e plastica, materiali da costruzione ed estrattive, metallurgico e siderurgico, meccanica di precisione e costruzioni di apparecchiature elettriche, meccanica tradizionale e mezzi di trasporto. È rimasta invariata per gli operatori del maglie e calze, mentre è diminuita per le imprese dell’agroalimentare e caseario, calzaturiero, legno e mobili in legno, tessile. L’attività produttiva è risultata in crescita per quasi tutte le classi dimensionali, ad eccezione di quella delle imprese maggiori (oltre 500 addetti). Le dinamiche positive più pronunciate hanno riguardato le micro imprese (fino a 9 addetti) e quelle grandi (200-499 addetti).

L’utilizzo degli impianti riflette la dinamica dell’attività produttiva, con il 31% di operatori che dichiara di averlo aumentato. Il livello di utilizzo, rispetto al potenziale, è giudicato basso ancora dal 40% del campione. Le vendite sul mercato nazionale evidenziato una buona crescita, con un saldo positivo del 13% tra imprese che hanno dichiarato variazioni in aumento e in diminuzione; quelle nei Paesi UE ed extra UE manifestano saldi positivi rispettivamente del 17% e del 9%;

Le aspettative per i prossimi mesi sono orientate a un cauto ottimismo, derivante in primo luogo da una combinazione molto favorevole di elementi esterni (euro debole, materie prime energetiche a prezzi storicamente molto bassi, accelerazione del commercio mondiale, condizioni monetarie vantaggiose) che sosterranno la crescita. Per quanto riguarda la produzione, il saldo tra imprese che prevedono variazioni in aumento e in diminuzione è positivo (+24%). Le attese sull’utilizzo degli impianti risultano in aumento per il 26% degli operatori e invariate per il 71%. Gli ordini dal mercato interno sono in rialzo per il 29% delle aziende, con un saldo positivo del 21% tra coloro che dichiarano variazioni in aumento e in diminuzione; quelli dai Paesi UE ed extra UE evidenziano saldi positivi rispettivamente del 23% e del 4%. La domanda di lavoro è destinata a crescere, con 18 operatori su 100 che dichiarano di voler incrementare la manodopera.

L’Indagine viene effettuata mensilmente su un panel di 250 imprese associate appartenenti al settore manifatturiero.

 

L’andamento per settore

 

Abbigliamento

L’attività produttiva è aumentata, dopo due indagini consecutive in cui era rimasta stabile. Le vendite sono diminuite sia in Italia che sui mercati esteri comunitari ed extra comunitari. Sia le giacenze di prodotti finiti che le scorte di materie prime sono ritenute relativamente elevate rispetto alle esigenze aziendali. La forza lavoro è diminuita. Le prospettive a breve sono stazionarie per la produzione; positive per gli ordini dall’interno e dall’estero e per la manodopera.

Agroalimentare e caseario

Le imprese del settore hanno registrato un calo della produzione, come nelle due rilevazioni precedenti. Le vendite sono diminuite sul mercato interno e aumentate sui mercati esteri. Le giacenze di prodotti finiti sono considerate relativamente scarse rispetto alle esigenze aziendali, mentre le scorte di materie prime sono ritenute adeguate. Le aspettative a breve termine sono positive per la produzione e gli ordini dall’interno; stazionarie per gli ordini dall’estero e la manodopera.

Calzaturiero

Gli operatori del comparto hanno segnalato una situazione di flessione dei livelli produttivi, per il secondo mese consecutivo. Le vendite sono aumentate in Italia e sono rimaste invariate sui mercati esteri. Le giacenze di prodotti finiti sono ritenute adeguate alle esigenze aziendali, mentre le scorte di materie prime sono considerate elevate. La manodopera non ha subito variazioni. Le previsioni a breve termine sono favorevoli per la produzione e gli ordini dall’interno; stazionarie per gli ordini dall’estero e negative per la manodopera.

 

Carta e stampa

L’attività del settore è in aumento, dopo due rilevazioni consecutive negative. Le vendite sono in calo sul mercato interno e in crescita sui mercati esteri. Le giacenze di prodotti finiti sono considerate adeguate alle esigenze produttive, mentre le scorte di materie prime sono ritenute insufficienti. La forza lavoro è rimasta invariata. Nel breve periodo, gli operatori segnalano un miglioramento per la produzione, gli ordini dall’interno e la manodopera; gli ordinativi provenienti dai mercati UE ed extra UE sono invece previsti stazionari.

Chimico, gomma e plastica

La produzione del comparto si è manifestata in crescita, dopo tre mesi di risultati negativi. Le vendite sono diminuite sul mercato interno e sui mercati comunitari, mentre sono aumentate sui mercati extra UE. Sia le giacenze di prodotti finiti che le scorte di materie prime sono ritenute relativamente basse rispetto alle esigenze aziendali. La manodopera è aumentata. Le prospettive a breve termine sono sfavorevoli per tutte le variabili considerate, ad eccezione della manodopera attesa stabile.

Legno e mobili in legno

Le imprese del settore hanno evidenziato una flessione dell’attività produttiva, come nei tre mesi precedenti. Le vendite sono leggermente cresciute in Italia e sono diminuite sui mercati esteri. Le giacenze di prodotti finiti e le scorte di materie prime sono ritenute adeguate alle esigenze aziendali. La manodopera è leggermente aumentata rispetto al mese precedente. Le proiezioni nel breve periodo sono favorevoli per tutte le variabili, ad eccezione degli ordinativi dall’interno e dall’estero previsti in diminuzione.

Maglie e calze

La produzione non ha evidenziato alcuna variazione, come nella precedente rilevazione di dicembre. Le vendite sono diminuite sia sul mercato interno che sui mercati esteri UE ed extra UE. Le giacenze di prodotti finiti e le scorte di materie prime sono considerate sostanzialmente adeguate alle esigenze aziendali. La manodopera non è variata rispetto al mese precedente. Le aspettative a breve termine sono stazionarie per tutte le variabili, ad eccezione degli ordini dall’estero attesi in aumento.

Materiali da costruzione ed estrattive

L’attività produttiva delle imprese è aumentata, dopo due rilevazioni consecutive negative. Le vendite sono cresciute in Italia e sono rimaste invariate sui mercati esteri. Le giacenze di prodotti finiti e le scorte di materie prime sono considerate adeguate alle esigenze aziendali. La forza lavoro ha evidenziato una dinamica positiva. Le previsioni a breve termine sono sfavorevoli per tutte le variabili oggetto dell’indagine, ad eccezione degli ordini dai Paesi UE previsti stabili e di quelli dai Paesi extra UE attesi in crescita.

Metallurgico e siderurgico

Le imprese del settore hanno evidenziato una crescita dei livelli produttivi, dopo tre mesi di risultati negativi. Le vendite sono aumentate sia sul mercato interno che sui mercati esteri. Le giacenze di prodotti finiti sono ritenute relativamente basse rispetto alle esigenze aziendali, mentre le scorte di materie prime sono considerate elevate. La manodopera è aumentata rispetto al mese precedente. Le prospettive a breve termine sono favorevoli per tutte le variabili considerate, ad eccezione degli ordini dai Paesi extra UE attesi in calo.

Meccanica di precisione e costruzione di apparecchiature elettriche

Gli operatori del comparto segnalano un aumento della produzione, dopo due rilevazioni consecutive in diminuzione. Le vendite sono calate in Italia e sono cresciute sui mercati comunitari ed extra comunitari. Le giacenze di prodotti finiti e le scorte di materie prime sono ritenute relativamente alte rispetto alle esigenze aziendali. La forza lavoro è diminuita. Le aspettative per i prossimi mesi sono favorevoli per tutte le variabili oggetto dell’indagine, in particolare per la produzione e gli ordini dai Paesi UE.

Meccanica tradizionale e mezzi di trasporto

L’attività produttiva del settore ha registrato un recupero, dopo i risultati negativi dei mesi di novembre e dicembre. Le vendite sono cresciute, soprattutto sul mercato interno. Sia le giacenze di prodotti finiti che le scorte di materie prime sono considerate adeguate alle esigenze aziendali. La dinamica della manodopera è risultata sostanzialmente stabile. Le aspettative a breve termine sono favorevoli per tutte le variabili, in particolare per gli ordinativi dai Paesi UE.

Tessile

Il settore ha evidenziato un calo dei livelli produttivi, come nelle tre precedenti rilevazioni. Le vendite sono diminuite sul mercato interno e su quello comunitario, mentre non sono variate sui mercati extra UE. Le giacenze di prodotti finiti e le scorte di materie prime sono ritenute sostanzialmente adeguate rispetto alle esigenze aziendali. La manodopera è diminuita rispetto alla rilevazione precedente. Le prospettive a breve termine sono sfavorevoli per tutte le variabili oggetto dell’indagine, ad eccezione degli ordini dall’interno attesi in crescita.

 

 

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