Libertà di piazza: 40 firme della cultura si schierano con Diritti per Tutti

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E’ una lettera aperta quella che l’Associazione Diritti per Tutti ha voluto indirizzare a tutti i cittadini bresciani per chiedere “agibilità per le manifestazioni dei migranti negli spazi pubblici del centro città e prendere posizione in merito alle restrizioni e divieti messi in campo in particolare dalla Questura nei giorni della settimana scorsa”. Alla lettera hanno già aderito numerosi personaggi bresciani, più o meno noti (e più o meno vicini al mondo della sinistra antagonista). Con questa lettera Diritti per Tutti invita i bresciani ad aderire alla protesta, scrivendo a dirittipertutti@gnumerica.org, con oggetto “ADESIONE LETTERA APERTA”.

DI SEGUITO IL TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA:

In questi giorni, nelle piazze della nostra città, è in atto una protesta degli immigrati per il mancato ottenimento dei permessi di soggiorno. Chiedono che le Istituzioni diano soluzione ad un problema rilevante, che coinvolge l’intera città oltre ai diretti interessati, vale a dire varie migliaia di persone che non vogliono rimanere o ritornare nella condizione di clandestinità. Uno dei motivi fondamentali della protesta è il numero dei rigetti delle domande di regolarizzazione presentate a Brescia con la sanatoria del 2012, un numero di rigetti di gran lunga più elevato che nel resto del Paese, come sottolineato con preoccupazione e chiaro disappunto nelle scorse settimane anche dal Capo del Dipartimento Immigrazione del Ministero dell’Interno dottor Mario Morcone.

Crediamo che chiunque possa riconoscere, se non gli obiettivi di questa protesta, quanto meno la legittimità e la fondatezza delle sue ragioni. Fin dal suo inizio abbiamo assistito all’imposizione, da parte delle Autorità competenti, di limitazioni preventive che ne hanno fortemente condizionato la stessa possibilità di espressione: la ripetuta imposizione ai manifestanti del divieto di accesso in Piazza Loggia, luogo simbolico della città che, da ben prima della strage del 28 maggio 1974, accoglie le espressioni della partecipazione civile e democratica di Brescia; le cariche di polizia e le manganellate contro immigrati e studenti che lunedì 23 marzo si apprestavano a raccogliersi in Largo Formentone; le espulsioni e la detenzione nei Cie di alcuni degli stranieri fermati perché partecipanti alla protesta. Abbiamo a cuore la libertà di manifestazione del dissenso, per questo siamo preoccupati, preoccupate, che queste modalità di intervento non facciano che alimentare tensioni riguardo ad una vicenda che invece richiede un clima sereno, necessario per trovare soluzioni rapide e giuste.

Pertanto chiediamo come cittadini e cittadine attivi ed impegnate nella vita civile e culturale di Brescia che vengano definitivamente garantiti gli spazi di agibilità democratica per la protesta pacifica delle persone immigrate che da sabato 21 marzo si sono mobilitate per i permessi di soggiorno.

Questi eventi rappresentano per Brescia una nuova sfida e un’opportunità da cogliere: smettere definitivamente di considerare l’immigrazione come un’emergenza passeggera, prendere atto finalmente che è elemento complesso e strutturale della vita della città, fattore che, se affrontato con sforzo congiunto, può portare ad un arricchimento collettivo e ad una crescita della cittadinanza tutta. I fatti di questi giorni sono il segno di una realtà che chiede non laceranti stati d’eccezione, ma apertura democratica.

Adesioni (in ordine cronologico):

-Antonio D’Andrea (docente di diritto costituzionale del Dipartimento di Giurisprudenza, Università degli studi di Brescia)

-Marcello Storgato (Missionario saveriano, direttore del mensile “Missionari Saveriani”)

-Marino Ruzzenenti

-Lucilla Giagnoni

-Delfina Lusiardi

-Carlo Simoni

-Giancarlo Conti (docente di filosofia)

-Piera Maculotti (docente, giornalista)

-Bruna Franceschini (scrittrice)

-Adriana Mendicino (mediatrice culturale)

-Claudio Simeone

-Laura Losio

-Sandro Scarso

-Ivana Trevisani (antropologa-scrittrice)

-Italo Bonera (scrittore)

-Nicola Zambelli (regista)

-Carlo Vigasio (dirigente scolastico)

-Valeria Battaini (attrice e regista teatrale)

-Luigi Filippelli (scrittore, editore MalEdizioni)

-Nadia Bordonali (editrice MalEdizioni)

-Fausto Cabra (attore di cinema e teatro)

-Luigi Mahony (docente di filosofia)

-Alessandro Abba Legnazzi (regista cinematografico)

-Silvia Sandrini (docente di filosofia)

-Bruno Muzzolini (pittore, fotografo, docente Accademia di Belle Arti di Brera)

-Luigi Gorini (redattore politica e esteri Giornale di Brescia)

-Roberto Blesio, Biro (illustratore)

-Francesca Mainetti (attrice e regista teatrale)

-Adele Spadacini (docente di filosofia)

-Agostino Perrini (artista e insegnante)

-Sergio Facchetti (scrittore)

-Adriano Buttitta (attore, autore e regista teatrale)

-Gherardo Bortolotti (scrittore)

-Anna Lisa Ghirardi (curatrice mostre d’arte)

-Stefano Alghisi (disegnatore di fumetti)

-Patrizia Volpe (attrice di teatro – Residenza Idra)

-Matteo Minutola (scrittore e musicista – Latteria Molloy)

-Celestino Panizza

Comments

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1 COMMENT

  1. In pratica i soliti intellettuali di sinistra propongono una resa incondizionata alle pretese, tutte da verificare, di questa gente.
    Ma i cittadini di Brescia, a cui toccano i disagi provocati dalla continue manifestazioni e presidi, sono d’accordo?

  2. Non mi pare che la lettera aperta contenga toni che possano far pensare ad una "resa", anzi sembra il contrario. La lettera, oltretutto, non si rivolge solo a chi condivide gli obbiettivi della protesta ma anche a chi ha semplicemente a cuore la libertà di manifestazione. Non so se tutti coloro che hanno aderito sono di sinistra, molti non li ho mai sentiti nominare, ma se così fosse il problema sarebbe l’ottusità di chi si ostina a volersi relazionare con lo spirito di "fare la guerra" ad una questione che richiede, invece, di essere gestita con giustizia e buon senso.

  3. prendete i nomi e fate due ricerche tra gli amici e conoscenti e vedrete che emerge una lieve rete che lega questi signori. chi ha lavorato/collaborato a vario titolo ed altre relazioni lavorative e professionali. Tutte lecite e assolutamente legali ma che fanno assumere a questo appello un significato "peloso". Ricordiamoci che i pochissimi intellettuali, donne/uomini di cultura sono sempre stati liberi da tutte queste reti di relazioni. Un esempio su tutti, Pasolini, altro che firmare appelli. Lui sapeva ANCHE dire alla sua sinistra che sbagliava e sbagliava alla grande. Proprio per questo era ed è un esempio di Libertà e di Cultura. E ora avanti tutti a firmare e farsi vedere dal potente di turno….

  4. operai, impiegati, disoccupati veri. Vedo solo, e prendo nota, di filosofi, attori, scrittori…
    Intell ettuali a prescindere e antropologicamente superiori. Sgobboni, insomma.

  5. Altro che firmare io si firmerei per bloccarli il tutto . Mi fanno, solo, voglia di prenderli a calci in quel posto……..stare a casa e fare il loro dovere ?! No,ma scherziamo . Schifo al massimo?…

  6. Vergogna al posto di prendere difese dei nostri bisognosi messi peggio questi falsi moralisti continuano a cercare voti futuri stranieri usando persino questa gente … Un appoggio a tutta la questura di brescia !

  7. Quante email che arriveranno saranno di bresciani ???? Così non lo si potrà mai sapere ,Xche non è inclusa la residenza .Scommetto che inviteranno tutte le associazioni d'Italia !!! Ed allora è un referendum che non ha alcuna validità quindi tra un po' l'associazione diritti x tutti non pubblichi numeri FASULLI !!!!!!!!! Mi dicono x es che nell'ultima manifestazione dove pare ci fossero 3 mila persone ,di bresciani non ce ne fossero molti !!!!!

  8. "40 firme della cultura " aggiungiamoci di sinistra es.scuola , cinema , teatro ..abbiamo capito categorie che in passato e presente hanno avuto sovvenzioni pagate dagli italiani tutti

  9. "Quando sento la parola cultura, metto mano alla pistola": indovinate chi l’ha detto? Lui, per quel che può valere, si è in seguito ricreduto, mentre i nostrani adepti all’ignoranza sembrano ancora più duri di comprendonio.

  10. Messaggio criptico uguale a messaggio culturale? Attori, registi, scrittori ci dicano cosa hanno diretto o scritto e chi ha visto o letto le loro opere. Lavorare no?

  11. Agibilita’ democratica e protesta pacifica: per l’appunto! Aggredire la polizia e’ democratico e pacifico. Sto’ 47 fa sempre un gran 48, salvo poi fare il piagnone.

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