Bedizzole, il Comune mette dipendente in mobilità, ma il tribunale la reintegra

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Questa mattina il giudice del lavoro del Tribunale di Brescia ha dichiarato illegittimo il provvedimento con cui il Comune di Bedizzole aveva dichiarato l’esubero di una lavoratrice. Nella sentenza ordina, in primo luogo, l’immediato reintegro della lavoratrice nel suo posto di lavoro e, in secondo luogo, si condanna il Comune di Bedizzole al risarcimento del danno.

La vicenda risale ad inizio 2013, quando il Comune,a seguito di una ricognizione del personale, dichiarava l’unico dirigente presente in comune e una lavoratrice esecutrice di categoria B, “personale eccedente da collocare in mobilità”.

“Come organizzazione sindacale abbiamo ritenuto illegittimo il provvedimento sia nella sostanza, (si sono esternalizzati dei servizi alle cooperative dichiarando poi il personale in esubero e si è provveduto a garantire dei servizi con lavoratori socialmente utili), sia nella forma, (c’era personale di pari categoria in prossimità alla pensione ma di questo il comune non ha tenuto conto) – si legge in una nota della Cgil -. Dal 7 maggio 2013 la lavoratrice collocata in mobilità è a casa pagata con l’ottanta per cento della retribuzione mentre il comune ha ridotto i servizi per i cittadini. Oggi il giudice del lavoro obbliga il comune al reintegro. L’amministrazione dovrà pagare tutte le differenze economiche maturate dalla lavoratrice ingiustamente danneggiata, a partire dalla data dell’illegittimo collocamento in mobilità – e continuano -. Accogliamo con soddisfazione tale sentenza che ripristina il diritto dei lavoratori a svolgere il proprio lavoro, punendo l’atteggiamento arrogante di alcune amministrazioni concentrate a tagliare servizi e personale con il solo intento di un falso risparmio, calpestando i lavoratori, i loro diritti e i servizi ai cittadini che sono tenuti a garantire”.

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