Il poeta siciliano Ignazio Buttitta, in un caso (teatrale e omonimo) di vite parallele

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Due vite parallele, forse collegate realmente o forse no. Adriano Buttitta, musicista, attore (e anche professore) reduce dal successo dello spettacolo teatrale “Memorie di un ricucito” torna sulle scene, incontrando in un contesto finto onirico Ignazio Buttitta, uno dei massimi esponenti della letteratura sociale siciliana, sapendo (o credendo) di essere legato da una parentela. Per chi non lo conoscesse, Ignazio Buttitta è il più conosciuto tra i poeti contemporanei che hanno scelto di esprimersi in siciliano. La sua opera racconta in versi un intero secolo di storia sociale, politica, intellettuale della Sicilia. Poeta contemporaneo, nel 1980 gli è stata conferita, presso la Facoltà di Magistero dell’Università di Palermo, la Laurea honoris causa in materie letterarie e le sue poesie sono state tradotte in Francia, Spagna, Grecia, Romania, Cina, Russia.

Proprio attraverso le poesie del grande maestro, Adriano ritrova la propria filosofia di vita e mostra come  i propri punti di vista possono essere universalmente condivisi, purché puliti dall’ipocrisia dell’abitudine. E in questa dimensione riassaporerà passi della propria vita dipinti in tinte a volte ironiche e a volte drammatiche, ma sempre foriere di storie e di verità.

Lo spettacolo “Adriano e Ignazio, vite forse parallele” di e con Adriano Buttitta andrà in scena giovedi 9 Aprile alle ore 21 alla Torre d’Ercole di via Cattaneo. 

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