Antonio Vivenzi, un bresciano entra nello staff di Renzi

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Consigliere politico presso la Presidenza del Consiglio in un gruppo di riflessione strategica sulle politiche e gli affari europei. L’ex sindaco di Paderno Franciacorta ed esponente del Partito Democratico da gennaio fa parte dello staff ritretto del premier Matteo Renzi. 

La notizia è stata confermata dallo stesso Antonio Vivenzi solo a distanza di alcuni mesi dall’avvio dell’incarico, quando il gruppo è ormai consolidato e lavora a pieno regime. Assieme a Vivenzi ci sono altre 12 persone (tra cui l’ex ambasciatore Ferdinando Nelli Feroci e gli economisti Jean-Paul Fitoussi e Marcello Messori), coordinate dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Sandro Gozi, che riferisce direttamente al premier le decisioni e gli spunti di approfondimento del gruppo. E’ lo stesso ex sindaco, dalle colonne di Bresciaoggi dove è riportata la notizia, a spiegare la natura dell’incarico, svolto in maniera gratuita con il solo rimborso delle spese di viaggio da Brescia a Roma, dove si riunisce il pool: "La nostra funzione principale è di tipo tecnico e consiste nel disegnare i percorsi politici di applicazione e, fattore non secondario, di possibile revisione dei trattati europei in vigore, fatica non da poco, considerando i rigidi schemi imposti da Bruxelles". 

Pur non dichiarandosi "renziano", Vivenzi si dice fedele al premier in quando guida del suo partito, e critica gli oppositori politici all’interno del Pd: "Qualcuno dei nostri  è convinto che ciò che è accaduto sia un fenomeno transitorio, destinato ad esaurirsi a vantaggio di una inevitabile restaurazione. Un errore grossolano, perché se dovesse cadere Renzi, franerebbe tutto".
(red.)
 

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UN COMMENTO

  1. Se cadesse Renzi, franerebbe tutto ? E cioè ? Renzi non è stato eletto dal popolo, non è un parlamentare, nè alcuno lo ha mai individuato come leader di una coalizione di Governo in nome di un programma di Governo, nè appartiene al partito uscito vincente dalle ultime elezioni politiche. E’ lì per caso, in deroga clamorosa alle regole di una democrazia appassita, anche se da…Presidente del Consiglio. Si dia una calmata, lui, il suo staff, i suoi adepti ed i suoi pretoriani.

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