Albero della vita: a fine Expo non andrà a piazzale Loreto

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Quando mancano 15 giorni all’inaugurazione, e ancora non sono finiti i lavori, e già si parla del post-Expo. L’occasione è fornita dalle parole dell’assessore meneghino al Decoro urbano, Chiara Bisconti, che ha avanzato l’ipotesi di trasferire a piazzale Loreto l’opera-simbolo, all’interno dell’esposizione, dell’operosità e dell’ingegno bresciano, l’Albero della vita.

La risposta più autorevole all’idea di Bisconti è arrivata direttamente dal presidente della piccola industria di Aib, Giancarlo Turati; le sue parole sono riportate nell’edizione odierna del quotidiano Bresciaoggi: «L’Albero è di proprietà di Padiglione Italia ed è stato fatto per il sito di Expo. Se questo alla fine dell’esposizione diventerà una cattedrale nel deserto, come bresciani ci siamo riservati l’opzione, da esercitare entro il 16 febbraio 2016, per riprenderci l’albero al prezzo simbolico di un euro, ma escludo che possa essere messo in piazzale Loreto. Si dovrebbero fare opere preliminari di fondazione molto complesse per reggere il peso di 250 tonnellate dell’albero e questo vorrebbe dire paralizzare per mesi uno snodo nevralgico della viabilità milanese. Insomma mi pare un’idea impraticabile».

Nel frattempo pare sempre più probabile, ormai certo, il rinvio della prima delle sei giornatemilanesi dedicate a Brescia (leggi la notizia).
(red.)

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  1. l’albero della vita non andrà da nessuna parte. Trovate qualche benefattore pubblico disposto ad accollarsi i costi di smontaggio, trasporto, rimontaggio, costruzione di un nuovo basamento, progetti, collaudi, piani di manutenzione ed, infine manutenzione (tinteggiatura periodica del legno con piattaforma alta 80 metri, riverniciatura delle parti in ferro, verifiche sui bulloni ecc… ecc…). Se lo trovate imponetegli subito il trattamento sanitario obbligatorio. Per quella schifezza poi….

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