La Cgil: alta tesione a Canton Mombello tra guardie e direttrice, ministro intervenga

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Bandiera Cgil
Bandiera Cgil

Con una nota la Camera del Lavoro di Brescia lancia l’allarme sull’alta tensione che regnerebbe nel carcere cittadino di Canton Mombello. Per una volta non si tratta di sovraffollamento, bensì dei rapporti “molto tesi” che intercorrono tra la direttrice dell’istituto carcerario e il personale di polizia penitenziaria che questa mattina, in occasione di un’assemblea sindacale indetta dalla Cgil ha lamentato, tra le altre cose, anche i rapporti tra il personale e l’Autorità Dirigente

DI SEGUITO IL TESTO INTEGRALE DELLA NOTA

Nella mattinata odierna ha avuto luogo un’assemblea sindacale, indetta dalla Fp CGIL, presso il carcere di Canton Mombello in presenza del Coordinatore Nazionale della Fp CGIL Polizia Penitenziaria Dott. Massimiliano Prestini.

La partecipazione numerosa, superiore alle 70 unità tra iscritti, simpatizzanti, iscritti ad altre OO. SS., ha fatto capire come il personale avesse l’esigenza di rappresentare le problematiche che si vivono nel carcere.

Diverse sono state le argomentazioni affrontate, come la cronica carenza di personale in tutti i ruoli, la mancanza di risorse economiche, la carenza strutturale dell’I.P., problemi gestionali, mancanza di rispetto delle regole e degli accordi sindacali, parzialità nella gestione del personale, ma soprattutto è stato posto l’accento su i rapporti tra il personale e l’Autorità Dirigente che, da quanto emerso da quella numerosissima assemblea, sono assolutamente tesi e conflittuali e che hanno destato forte preoccupazione in chi scrive.

Diversi e numerosi sono stati, nel tempo, gli interventi della CGIL nei confronti del Provveditore Regionale, ma anche nei confronti del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria oltre ad interessare anche il Ministro della Giustizia, mettendo in evidenza la forte sofferenza del personale e rappresentando anche numerosi casi personali.

Non per ultimo siamo stati costretti a rivolgerci alla Consigliera di Parità per una questione che riguarda un padre lavoratore.

La Direzione è stata sottoposta a ispezioni da parte del PRAP e successivamente da parte dell’Ufficio Ispettivo del DAP, ma pare non ci siano stati rilievi di ordine amministrativo.

Rimane comunque evidente l’esasperazione presente negli interventi dei lavoratori in assemblea che dovrebbero portare l’Amministrazione, a tutti i livelli, a riflettere sulla situazione.

Non vorremmo doverci occupare di qualche evento critico, per poi ricorrere ai ripari? Basti pensare il ricorso abnorme allo strumento disciplinare, da parte della Direzione come metodo per governare e gestire il personale. Negli ultimi mesi ci risultano più di venti rapporti disciplinari oltre a contare diverse denunce presso la Procura della Repubblica. Lavoratori costretti a ricorrere alla Commissione medica ospedaliera per problemi psichici derivanti chiaramente dalla modalità di gestione delle risorse umane.

Dall’assemblea sono emersi diversi elementi stressogeni che caratterizzano negativamente il lavoro del poliziotto penitenziario molto spesso isolato e privo di qualsivoglia sostegno lavorativo, psicologico e morale.

Non bastano i problemi che caratterizzano la struttura di Canton Mombello e l’alto stress a cui il poliziotto è costretto a lavorare, adesso il personale è costretto a soffrire il comportamento dell’A.D.

La delegazione della CGIL, sia prima dell’assemblea che a margine della medesima, ha incontrato la Direttrice del carcere per cercare di trovare un’apertura al dialogo affinché si addivenga ad una forma di dialogo costruttivo, ma anche al fine di prevenire forme di risentimento che potrebbero sfociare in episodi altrettanto gravi. Purtroppo si è constatato una forte chiusura da parte dell’A.D. che si è mostrata avversa e refrattaria ad ogni tipo di ragionamento che potesse riportare un clima lavorativo accettabile e sereno. Chiederemo l’intervento del Capo del DAP e faremo presente la grave questione anche al Ministro della Giustizia, chiediamo ai parlamentari bresciani di farsi portavoce del presente disagio lavorativo dei poliziotti penitenziari della Casa Circondariale di Brescia, preoccupati del clima davvero pesante del carcere.

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1 COMMENT

  1. dovrebbe esssere il luogo di rieduicazione per i detenuti e vedono liticare gardie e direttrice…bell’es empio che avranno per il futuro della loro vita fuori dal carcere

  2. ai lettori che hanno commentato dico solo una cosa semplice, attenzione ragazzi perché questa è la versione della cgil…….. come dire che questa sigla se vuole "elimina" politicamente chiunque non si allinei ai suoi voleri….. ATTENZIONE

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