Domenica 10 maggio La lucina di Moresco illumina Botticino (Mattina)

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Appuntamento con la letteratura e il teatro, domenica 10 maggio, alla sede Auser Villa Labus di via Cave 74, a Botticino Mattina. L’evento prende le mosse dall’ultima fatica letteraria di Antonio Moresco, intitolata La lucina. Un romanzo, pubblicato da Mondadori nella collana Libellule (2013), che ha per protagonista un moderno “piccolo principe” attraverso cui Moresco mette in scena una commossa meditazione sul senso della vita, in un dialogo continuo con gli esseri che popolano i boschi, radici aeree, alberi, lucciole e rondini.

Dalle 19 si terrà la presentazione del libro alla presenza dell’autore. Ma la serata non si concluderà lì. Alle 20, infatti, andrà in scena la riduzione teatrale del romanzo, una produzione della compagnia Teatro Agricolo, con la voce narrante di Giovanni Balzartti e le musiche dal vivo di Filippo Conti. Alle 21, infine, la cena con gli autori (del libro e dello spettacolo). La cena è su prenotazione (328.2619900).

LA TRAMA DEL ROMANZO (fonte: Wikipedia)

Il protagonista, del quale non viene mai citato il nome, si ritira a vivere in montagna in un borgo completamente abbandonato. “Sono venuto qui per sparire” è la prima riga del romanzo. La natura che lo circonda ha qualcosa di misterioso, animali e piante sembrano ignorare la sua presenza, agiscono unicamente in base al proprio istinto.

Una notte l’uomo vede sulla montagna di fronte a sé una lucina che perfora il buio, ma non ricorda di avere mai notato un edificio. Il giorno dopo, alla luce del sole, non riesce a individuare la fonte. Quando scende al paese per la spesa, domanda delucidazioni al negoziante, secondo il quale nessuno più abita nel luogo da lui indicato. Lo rimanda a un esperto di avvistamenti di UFO, lui si reca a trovarlo piuttosto scettico; infatti l’uomo, un albanese, si limita a registrare su una mappa di avvistamenti il punto in cui lui ha visto la lucina.

Il protagonista si mette alla ricerca da solo, percorrendo in auto un sentiero sulla montagna fino a arrivare a una casa isolata nel bosco, dove vede un bambino. Nessuno in paese sembra saperne nulla. Il protagonista torna ancora, e riesce a scoprire che il bambino vive da solo senza genitori, e che è lui a accendere ogni notte la luce che si vede dall’altra parte del monte. Finalmente il bambino lo fa entrare in casa, dove può constatare che effettivamente vive da solo e fa tutto da sé, dal bucato alle pulizie alla cucina. Inoltre, la sera frequenta anche la scuola.

In paese tuttavia escludono che esista una scuola serale. Una notte il protagonista si apposta fuori dall’edificio e riconosce il bambino che esce insieme agli altri con la sua cartella. Tornato a casa sua lo affronta, e ottiene una confessione: il bambino è morto. Tutti i bambini della scuola serale sono bambini morti.

Il piccolo è stanco perché lavora troppo, sta facendo le pulizie nella casa vicino alla propria; deve prepararla per l’arrivo del protagonista.

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