Scuola, Brescia passa sotto la guida di Bergamo

12

Con il riordino degli uffici scolastici quello bresciano diventa succursale di quello bergamasco. La sede di via Sant’Antonio dipenderà da Bergamo che manterrà il dirigente titolare: a Brescia invece ci sarà un reggente part time con contratto rinnovabile di anno in anno. "E’ una decisione quantomeno incongrua – ha detto Maviglia già dirigente dell’Ust bresciano al Giornale di Brescia – perché non è cambiato nulla rispetto agli anni passati per Brescia: ci sono due università, la Corte d’Appello, il Tribunale dei Minori e dal punto di vista demografico non ci sono state sostanziali modifiche». Ad aggiungersi anche i parlamentari bresciani di Pd e Forza Italia Alfredo Bazoli e Mariastella Gelmini che hanno definito la decisione un grave errore. 

Comments

comments

12 COMMENTS

  1. prima: ministro bresciano direttore usr bresciano e uffici usr zeppi di bresciani … adesso il declassamento pare troppo …

  2. Prima il rischio incombente d’uno sfascio, e non già la riforma delle province. E Brescia è una delle province più grandi e complesse dell’Italia. Ora un assurdo ed inaccettabile declassamento ministeriale della fascia d’importanza dell’ufficio scolastico provinciale. Non è un problema di campanile, ma di qualità del sistema scolastico. Neppure si tratta non d’un auspicabile risparmio, ma d’incomprensibili ed inaccettabili ottusità ministeriali a danno del sistema scolastico bresciano.

  3. grazie Renzi. Che se ne fa una provincia così grande di un ufficio così…… (qualcuno regla un libro di geografia a renzi???)
    Bragaglio invece di scrivere qui muovi sui tuoi amici a Roma, è vecchi ala storia di chi scrive qui e poi a Roma nessuno dice nulla. Muoversi e fare casino per farsi ascoltare, di ragioni ne abbiamo mille!

  4. Se, con l’occasione, Bragaglio volesse ricordare, anche solo esprimendo un parere postumo, il declassamento bresciano (ben più drammatico) nelle vicende della nascita di A2A e di Ubi Banca, lo ricorderemmo come un politico non solo di grande valore ma anche di grande e serena obiettività…

  5. ma il presidente della provincia e suoi delegati non fa una conferenza stampa per costituire un tavolo per non chiudere il provveditorato di brescia???

  6. No !Mottinelli no!Abbiamo le strade che sono ridotte le strade a gruviera, piene di buchi e crateri e il sig. Mottinelli che fa???Nulla. Come direbbero in Toscana ‘na s..a!Il vuoti pneumatico….

  7. Si conferma quel che avevo pensato vedendo gli eletti alla Provincia. Visto che di soldi non ne hanno a disposizione, vuoi per i tagli, vuoi per i debiti del periodo Cavalli-Parolini,i partiti hanno fatto eleggere personaggi di quart ordine. Vale in particolar modo per Mottinelli e la Vivaldini che sono i due più coinvolti nella vicenda. La quinta provincia italiana per popolazione trattata come una realtà di poca importanza.

  8. A Stradivarius, che leggo sempre con grande interesse. A mio parere, finora una veritiera e documentata ricostruzione della vicenda di ASM-A2A non è ancora stata scritta. Anche la ricostruzione dell’ing. Capra, fatta con il suo libro, ha troppi vuoti sorprendenti e troppi pieni singolari. Per me il percorso da ASM ad A2A andava perseguito, ma il modo come si è realizzato ha registrato alcune pesanti defaillances. La prima come venne lanciata, con la regia del Direttore Locatelli sul Sole 24 Ore, la doppietta a piene pagine il 22 e 23 luglio del 2006 con le interviste di Zuccoli e di Capra. Mettendo la Loggia, ancora in fase di definizione di passaggi importanti, con le spalle al muro. La seconda, l’eccesso di fiducia nei confronti di consulenti dotati di spericolate ambizioni ed incontenibili fantasie. Qualche opportuno e diverso suggerimento venne allora dall’inascoltato prof. Scarpa, oggi neopresidente di Brescia Mobilità. La terza, il colpo di mano sugli assetti dirigenziali, a cavallo del 2007-08 ed in fase di conclusione della Giunta Corsini, fatto non soltanto dal centro destra milanese. La quarta, il colpo di mano di Moratti e Paroli con l’azzeramento degli organi societari. Contro cui ho promosso allora anche una iniziativa giudiziaria che un tribunale pensò di risolvere dichiarando la propria incompetenza! Come Ponzio Pilato. Insomma, a mio parere, errori non sulla scelta del percorso, ma sul modo come si è realizzato. Ed oggi, ancor più esplosivo tale percorso, se non si completasse bene e rapidamente l’assetto lombardo di A2A. Così come è uscito con ampia convergenza da un recente Consiglio Comunale. Vietandoci la bulimia e senza inseguire le sirene della Super Multiutility planetaria con Hera e di Iren. Con relativo licenziamento in tronco di territori ed Enti locali. Il che ci riporta anche al tema cruciale della nostra scuola e della difesa del valore strategico della territorialità dei servizi pubblici. La ‘buona scuola’ per prima cosa deve escludere assurdità! assurditàContro

  9. Egregio Bragaglio, che ci fosse molto di strano fu il grande silenzio intorno a questa vicenda. Da destra a sinistra, tutti, sindacati compresi. Ancora oggi è una vicenda che lei ha ricordato velocemente passa per diversi snodi, che forse rappresentano diversi momenti slegati tra loro ma certamente non virtuosi. Mi meraviglio, ma solo perché sono un inguaribile ottimista, che un giorno sapremo chi e quanto ha ottenuto da tutto ciò. Non orlo di vere e proprie tangenti ma di un sistema molto ampio, dove il fare un "piacere" e riceverne il premio è molto più ampio che la semplice bustarella (sistema Mose o Roma lo insegnano). Impossibile ora avere una soluzione che passi attraverso la magistratura che non ha visto o voluto vedere cosa accadeva, o forse la magistratura proprio per il grade accordo destra e sinistra ha capito che non c’era da disturbare il guidatore o i guidatori. Io ricordo una persona nel centro sinistra di allora che con coraggio disse di no e fece un gesto, il più grande che democraticamente gli fosse possibile ovvero dimettersi, era il consigliere di maggioranza Sberna. Non nascondo che se altri semplici consiglieri avessero avuto il coraggio di manifestare con onestà il dissenso l’operazione si inceppava per mille piccoli sassolini. Esattamente come si ferma un carro armato Abrams per la sabbia del deserto. Ma tutti avevano di meglio da pensare basti pensare ad un vecchio post di Laura Castelletti che scrisse che lei voto il provvedimento per fiducia in Onofri…. Tutto è scivolato ora varrebbe la pena anche per sapere come fu la storia che ci ha portato ad oggi ma non credo lo sapremo mai.

LEAVE A REPLY