Manifesti abusivi, Anpi: la pastasciuttata non è paragonabile ai manifesti neofascisti

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Non è restata senza risposta la polemica della Lega verso l’Anpi sui presunti manifesti abusivi attaccati dall’Associazione che invitavano alla cosiddetta “Pastasciutatta” organizzata il giorno del 25 aprile in zona Carmine. A rispondere la Presidente dell’Anpi provinciale e consigliere comunale "Al Lavoro con Brescia" Francesca Parmigiani che sottolinea come i manifesti contro i quali la Lega si è scagliata non siano nemmeno paragonabili a quelli posti sulle pareti esterne della Facoltà di Economia in vicolo S. Chiara alla vigilia del 25 aprile di chiaro stampo neofascista.

“Rivesto il ruolo politico di presidente della Commissione sicurezza e tra i miei compiti non vi è certo quello di svolgere indagini o sanzionare eventuali affissioni abusive.  – spiega la Parmigiani – Fermo restando che le regole devono essere rispettate da tutti, i miei occhi vedono bene e sono ancora in grado di discernere tra una violazione – ammesso vi sia stata – del regolamento di polizia urbana di rolfiana memoria e le offese vergognose, storicamente infondate e inaccettabili che ho letto sui manifesti di stampo neofascista – questi sì senza dubbio abusivi – con cui sono state tappezzate le pareti esterne della Facoltà di Economia in vicolo S. Chiara alla vigilia del 25 aprile, in una città medaglia d’argento della Resistenza, barbaramente ferita da una bomba fascista”. “Manifesti che – conclude la Parigiani – oltre a violare disposizioni regolamentari, si pongono in contrasto, per la loro matrice, anche con la XII disposizione transitoria e finale della Costituzione repubblicana – attuata dalle leggi Scelba e Mancino – che vieta la ricostituzione sotto qualsiasi forma del disciolto partito fascista. Un episodio che ci fa comprendere come, anche a distanza di 70 anni, vi sia ancora bisogno di memoria, di vigilanza democratica e di liberazione.”

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  1. Che cosa vuol dire? Esistono affissioni abusive compiacenti e altre no? Un altra dimostrazione di come questa città viene amministrata .

  2. no no la legge se e’ uguale e’ uguale per tutti!!! anche se in questo paese non funziona proprio cosi’ ed infatti qualcuno se sente legittimato a fare tutto

  3. Qualcuno aveva dei dubbi ??? Come sempre DUE PESI e DUE MISURE !!! Ho smesso di credere alla "Festa del 25 Aprile" quando qualcuno mi HA FATTO APRIRE GLI OCCHI SULLE "FOIBE" !!!!!! Come mai non una COMMEMORAZIONE o FESTA nel ricordo delle FOIBE ? Ma come sempre da parte di queste gente : DUE PESI E DUE MISURE !!!!!!

  4. La Parmigiani ha perso una buona occasione per stare zitta. Viene descritta come una esperta costituzionalista, ma non sa leggere neppure i regolamenti comunali. O, meglio, li sa leggere ma li applica solo agli altri. Questo tipo di intolleranza è una forma, anch’essa, di piccolo fascismo.

  5. Eccoli qui sotto tutti i fanfaroni negazionisti filo repubblichini di salo’. Caproni all’ammasso che sotto il ducetto senza balle chiaramente avrebbero sfilato da balilla con il fazzuolo nero. Coloro che infangano il 25 aprile non hanno diritto di cittadinanza in questo Paese!

  6. Quanti erano gli antifascisti al tempo, esecrabile, del fascismo? Sia serio: con la sua incapacità critica lei che ora si ritiene di sinistra, probabilmente si sarebbe fatto intruppare.

  7. Sia serio lei e non si permetta. Credo che non mi sarei fatto intruppare, cosi come non si son fatti intruppare i miei avi. I valori che mi han trasmesso mi fanno rabbrividire dinanzi agli sproloqui di celoduristi da tastiera che infangano chi ci ha liberato dalla dittatura del ducetto. Le rammento che la liberazione non e’ esclusiva della "sinistra".

  8. Disse il fascista e repubblichino Giorgio Pisanò, nel 1965, durante il convegno dell’Istituto Pollio, all’Hotel Parco dei Principi: "Quell’8 settembre la situazione italiana era quella che tutti conoscete: i comunisti erano, si e no, un migliaio; di questo migliaio, fino a pochi mesi prima, gli attivi, così li chiamano loro, in territorio nazionale saranno stati due o trecento, non di più; il nucleo più sostanzioso era a Milano, con 45 uomini; tutta gente che aveva dai 18 ai 30 anni. Il grosso del P.C. in quel tempo era al confino (c’erano circa 1500 comunisti confinati, o in carcere), però in quei 1500 uomini 11 P.C. contava i tecnici della guerriglia. Ora, per il P.C. tecnico della guerriglia in quel momento era definito colui che aveva partecipato alla guerra di Spagna”. Trecento quadri comunisti, dunque, furono il nucleo che mise in piedi un movimento di resistenza armata contro l’occupazione nazifascista e che in diciassette mesi portò alla Liberazione del paese.

  9. La lista degli ex fascisti diventati campioni dell’antifascismo e’ lunga quanto i Rotoloni Regina. Tutti in soccorso del vincitore,come sempre?

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