La richiesta dei Fratelli d’Italia: intitoliamo una via della città a Sergio Ramelli

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29 aprile 1975-29 aprile 2015: a quarant’anni esatti dall’uccisione, maturata in ambienti di ultrasinistra milanesi, di Sergio Ramelli, militante e fiduciario del Fronte della Gioventù, l’organizzazione giovanile del Movimento Sociale Italiano,arriva al Comune la richiesta di intotolare al giovane assassinato una via. 

Ieri mattina una delegazione di Fratelli d’Italia guidata dall’assessore regionale Viviana Beccalossi e dal dirigente locale del partito, Giangiacomo Calovini, ha avanzato ufficialmente la richiesta al sindaco e all’assessore alla toponomastica Federico Manzoni. Le parole della Beccalossi, riportate da Bresciaoggi: «Fare pace sarebbe bello, l’intitolazione di una strada cittadina a Ramelli costituirebbe un messaggio positivo per i giovani bresciani. Ricordiamo che solo un anno fa (leggi la notizia) la Rete Antifascista bresciana si scagliò duramente contro l’intitolazione provvisoria (leggi la notizia) di corso Martiri della Libertà proprio a Ramelli.

Per l’occasione la delegazione di Fdi ha regalato al sindaco una copia del libro "Sergio Ramelli, una storia che fa ancora paura", Effedieffe Edizioni.
(red.)

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  1. a Giuliani hanno intitolato un’aula nei palazzi del potere.
    Seguendo il ragionamento democratico gli avrebbero potuto intitolare una toilette.

  2. Quello fotografato il 12 aprile 1973 fianco a fianco con i bombaroli fascisti che, durante una loro manifestazione, assassinarono l’agente di Polizia Antonio Marino e ferirono altre persone a colpi di bombe a mano? Per l’omicidio dell’agente Antonio Marino, al termine dell’iter giudiziario, furono condannati Vittorio Loi a 19 anni, Maurizio Murelli a 18 e Nico Azzi (per aver fornito le bombe ai due). Sergio Ramelli, oltre ad essere in quella giornata a fianco di Vittorio Loi e Maurizio Murelli, autori del lancio delle tre bombe, si ritrovò insieme a terroristi neri del calibro di Marco Ballan di Avanguardia nazionale, Mario Di Giovanni di Ordine nero (condannato di lì a poco a Varese per detenzione di tre chilogrammi di materiale esplodente), Giancarlo Rognoni, Piero Battiston, Francesco De Min e Mauro Marzorati di Ordine nuovo, questi ultimi due condannati rispettivamente a 10 e 13 anni per la tentata strage sul treno Torino-Roma del 7 aprile precedente. Insomma, proprio un "bravo ragazzo" da indicare come esempio ed al quale intitolare una via…

  3. Giuliani chi??? Quel bravo ragazzo che a Genova, per manifestare pacificamente e democraticamente come tutti gli antagonisti (della legalità e giustizia??? Ahahah!!), lanciò un estintore contro i CC? Ah si, lui proprio un martire…

  4. Commentatore delle 10,36, Sergio Ramelli era incensurato.Venne assassinato da dei bravi ragazzi di autonomia operaia, figli della ricca borghesia milanese.Ammesso e non concesso che la fotografia a cui Vi riferite ritragga Sergio, lo stesso non venne mai inquisito per nulla. Nemmeno per manifestazione sediziosa. Il Vostro eroe Giuliani cercava di "ragionare" con un carabiniere lanciandogli contro un estintore.
    TeneteVi i Vostri esempi ma lasciate stare i nostri Caduti.Probabilmente i lutti degli anni settanta nella Vostra testa non esistono.Ps. Sanno tutti chi è il personaggio che scrive certe cavolate nel suo blog….

  5. Che succede? La verità ti rode? Fatti un giretto in emeroteca, cerca "L’Espresso", e troverai persino la fotografia. Qualche altra facile ricerca, ti confermerà il tutto. Ciao, Cuor di Leone, lascia perdere la nostalgia e studia!

  6. Vorrei che si notasse la bassezza degli insulti e le velate minacce di colui che è stato un assessore comunale di Brescia. E questa gente noi ancora paghiamo. Inquietante

  7. Vorrei che si notasse la bassezza degli insulti e le velate minacce di colui che è stato un assessore comunale di Brescia. E questa gente noi ancora paghiamo. Inquietante

  8. Labolani era negli anni settanta proprio tra i dirigenti del Fronte della Gioventù, aveva quindi conoscenze in quegli ambienti, partecipava alle manifestazioni e quindi può benissimo raccontarci la verità così come in quei girni la visse pesonalmente e da vicino. Lo ascoltiamo.

  9. Quando la destra ritornerà al governo della Città vedrei bene il Sig. Labolani al nuovo Assessorato alla Cultura e Educazione. Che stile ragazzi !

  10. Colui che qui sotto ha usato il mio nick name, scrivendolo tutto in caratteri maiuscoli, ha un cervello minuscolo ed è un fesso.

  11. Perché non intitolare una via anche a Fausto e Iaio? Anzi due vie, visto che erano due. L’omicidio di Fausto e Iaio fu commesso a Milano il 18 marzo 1978. Le vittime furono Fausto Tinelli e Lorenzo "Iaio" Iannucci, all’epoca diciottenni, frequentanti il Centro Sociale Leoncavallo, uccisi da 8 colpi di pistola a opera di estremisti di destra. Sia Ramenlli che Fausto e Iaio sono ricordati a Milano con due giardini, nella loro città. Direi che basta.

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