Nuovo dormitorio, i quartieri di Porta Milano e Fiumicello contro il progetto

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I residenti dei quartieri Fiumicello e via Milano non sono d’accordo sull’apertura del nuovo dormitorio della San Vicenzo in via Trivellini, dietro l’Esselunga, sostenendo che aumenterebbe la concentrazione di immigrati e microcriminalità già forte nella zona.

Si tratta di un’area verde comunale di 2800 metri quadrati: lo spazio, un tempo destinato a servizi sportivi, un anno fa è stata convertita a funzioni socioassistenziali. E al bando, ricorda il Corsera, aveva risposto solo la San Vincenzo: il progetto è una palazzina a tre piani, con cinquanta posti letto e 4 mini alloggi, e al piano terra un centro per servizi diurni che andrebbe a sostituire l’attuale in contrada Sant’Urbano. Contro la realizzazione 112 cittadini che sono ricorsi al tar, mentre il Consiglio di Stato ha rigettato la domanda di sospensiva. L’Asl di Brescia ha dato però parere tecnico negativo al progetto, chiedendo delle modifiche tecniche.

 

A spiegare le ragioni dei residenti al Corsera Laura Boscain, presidente del consiglio di quartiere di Porta Milano che sottolinea come la zona (quella di Porta Milano) abbia già troppe criticità . "Qui vivono tanti anziani ma anche tanti immigrati. E il timore di buona parte della popolazione è che il dormitorio possa essere ricettacolo di altri problemi", mentre avrebbero preferito una struttura sportiva visto che il "campo d’atletica Calvesi è chiuso per inquinamento da pcb e rimane solo l’oratorio". A sostenere le ragioni della Boscain il consiglio di quartiere di Fiumicello: "Vorremmo capire in che modo possa beneficiarne la popolazione -spiega al quotidiano la presidente Francesca Prandolini – se nei servizi diurni previsti al piano terra, ad esempio, ci sarà un centro per la vaccinazione dei bimbi o un’altra struttura sanitaria".

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