Auchan, esuberi e tagli. I dipendenti scioperano sabato 9 maggio

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Per l’intera giornata di sabato 9 maggio i lavoratori dell’Auchan di Roncadelle, Mazzano e Concesio, incroceranno le braccia. Lo sciopero di tutto il personale in forza all’azienda è stato proclamato dalle segreterie Nazionali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil per protestare contro le recenti scelte disposte “unilateralmente dall’azienda – si legge in una nota dei sindacati – in relazione all’attuale situazione aziendale , in particolare con il recesso dall’accordo integrativo aziendale del 10 ottobre 2007, così come da tutti gli accordi integrativi aziendali e con l’avvio formale di una procedura di mobilità con relativa dichiarazione di esuberi pari a 52 dipendenti del punto vendita di Roncadelle”.

In concomitanza con lo sciopero, nelle stesse ore di apertura al pubblico, i lavoratori allestiranno specifici presidi finalizzati alla corretta informazione della clientela sulle ragioni dell’iniziativa.

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UN COMMENTO

  1. Finché si applicavano le regole dello Statuto dei Lavoratori, i licenziati ingiustamente (in questo caso per semplice brama di maggiori profitti) avevano diritto ad essere riassunti e salvavano il loro posto di lavoro recuperando anche quanto loro frodato dal padrone. Ora grazie al Job’s Act se gli va bene prendono due spicci di risarcimento e devono stare muti.

  2. Dopo aver aperto a destra e a manca a macchia d’olio, una ad una le catene di ipermercati stanno facendo i conti con la crisi, la saturazione drammatica della domanda ed i ricavi in picchiata. La prima risposta viene così dal taglio dei costi fissi e di questi, purtroppo, della forza lavoro. Magari con quel meccanismo perverso (già visto e rivisto) che parte dall’importo di costo che si vuol tagliare e che prosegue dividendo l’importo per il costo medio di un dipendentei: il numero che segue rappresenta orientativamente…i dipendenti in esubero. Altro che dettagliate analisi organizzative che dovrebbero precedere tutto il processo. E nel frattempo ci si accorge che la civiltà dei consumi superflui e dissennati ha finito col privare oggi tante famiglie persino del minimo necessario. Brutti tempi, comunque vada, nel segno ovviamente della massima solidarietà con chi rischia di perdere il lavoro.

  3. forse qualcosa non quadra…. Perché se disinvestono in Roncadelle per quale ragione vanno avanti con altri progetti (oggi non ancora con il cappello Auchan ma domani….) sempre in Roncadelle???

  4. Qualcuno non sa di cosa sta parlando. E qui stiamo parlando di Auchan, cioè di più di mille posti di lavoro in Italia sacrificati a strategie di marketing sbagliate (cioè di pricing) a vantaggio di concorrenti che al contrarsi della domanda hanno risposto sacrificando parte della redditività immediata a favore del mantentimento, anche striminzito, dei volumi dei ricavi e di una prospettiva favorevole di recupero della redditività nel lungo termine. Stiamo parlando di strategie di posizionamento competitive di Auchan che purtroppo colpiscono centinaia di famiglie, non ci interessano qui gli altri competitors magari futuri e magari proprio a Roncadelle: qui e oggi !

  5. Scusate tanto ma negli anni 60 si lotta va per il posto di lavoro e per il giorno di chiusura!!!
    Siamo arrivati ad accettare tutto, nascosto sotto il nome di crisi.
    Lavoratori svegliamoci e combattiamo civilmente con questo potere che ci sta trasformando in schiavi!!!!
    Non vedo giovani in piazza…stanno così bene???
    SVEGLIATEVI e protestate civilmente…SOLO COSI SI OTTERRA’ QUALCOSA!!!!!

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