Troppi cinghiali nell’Alto Garda, accordo tra Provincia e Comunità Montana per contenerli

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    E’ stato raggiunto un accordo tra la Provincia di Brescia e la Comunità Montana del Parco Alto Garda Bresciano, riguardo alla questione cinghiali che, nella zona, hanno raggiunto un numero elevato e creato problemi agli agricoltori.

     

    Da una settimana a questa parte, quattro agenti della Polizia Provinciale hanno presidiato il territorio in ore notturne e la notte scorsa hanno abbattuto 12 cinghiali. Il territorio è infatti assediato da questi animali che distruggono i campi coltivati. La situazione è stata evidenziata dal Presidente della Comunità Montana, Davide Pace, che nel corso dell’incontro ha chiesto alla Provincia la continuità e il miglioramento delle azioni del “Protocollo d’intesa per la collaborazione tra Amministrazione Provinciale di Brescia e Comunità montana Parco Alto Garda bresciano per la gestione del cinghiale”, sottoscritto due anni fa, con l’obiettivo di definire ruoli e competenze degli Enti presenti sul territorio gardesano. A tale scopo è stato suddiviso il Comprensorio Alpino Alto Garda in due aree a gestione differenziata del cinghiale: una zona, nella parte interessata dalla presenza del Parco Naturale e dalla Foresta Demaniale, in cui sono stati previsti interventi di controllo numerico della specie durante tutto l’anno, e un’altra, nel restante territorio, in cui è stata autorizzata l’attività venatoria e sono stati messi in atto interventi di controllo in seguito a richiesta o segnalazione dei cittadini.

    «Si tratta di una sinergia importante tra la Provincia e il territorio – ha dichiarato il Presidente Pier Luigi Mottinelli – il problema della gestione del cinghiale è fortemente sentito in questa zona. Per questo la Provincia sta lavorando affinché possa essere gestito a 360 gradi e in accordo con le realtà presenti sul territorio». Al fine di ovviare le problematiche causate dalla mancanza di un centro di lavorazione selvaggina nella zona, il Settore Caccia della Provincia, oltre alla predisposizione di piani che consentano il prelievo in attività venatoria commisurato alla stima della popolazione presente, studierà una formulazione del nuovo accordo con la Comunità Montana che permetta agli operatori che collaboreranno con la Polizia Provinciale di acquisire i capi abbattuti.

    Per ora gli agenti hanno consegnato le carcasse all’Istituto Zooprofilattico di Brescia dove saranno eseguiti i controlli sanitari.

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