Terrorismo islamico, condanna definitiva per il camuno Jarmoune

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E’ stato condannato in via definitiva per terrorismo islamico Mohamed Jarmoune, il marocchino 23enne residente a Niardo (da 15 anni) arrestato con grande clamore nel 2012. Il giovane era stato condannato in appello a quattro anni e 8 mesi di prigione. La Corte di cassazione ha depositato nelle scorse ore la sentenza con cui ha rigettato il ricorso presentato dall’avvocato Giuseppe De Carlo. Jarmoune – oggi detenuto in un carcere calabrese – è stato condannato per aver violato il quinto comma dell’articolo 270 del codice penale, che punisce “l’addestramento ad attività con finalità di terrorismo anche internazionale”. Il giovane, infatti, parlava di armi ed esplosivi su internet ed aveva addestrato un numero imprecisato di persone sull’uso di materiali esplosivi e di armi da fuoco. Nona a caso è stato successivamente indicato come modello anche da Anas el Abboubi, il marocchino residente a Vobarno, arrestato, scarcerato e partito per andare a combattere in Siria.

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  1. Credo mi sfugga qualcosa, se qualcuno ne sa di più per favore mi illumini; se questo signore si è limitato a chiacchiere in Internet, è assurdo che sia stato condannato, visto che la rete pullula di mentecatti che disquisiscono di armi, tecniche di combattimento e corbellerie guerresche di ogni genere. Ben diverso sarebbe se avesse effettivamente addestrato persone all’uso di armi ed esplosivi, in campi paramilitari come quelli tradizionalmente organizzati dai neofascisti in giro per i monti in Italia: in questo caso sarebbe interessante sapere dove e quando sono stati organizzati questi campi, quali armi ed esplosivi aveva a disposizione, dove se li è procurati e come mai nessuno se n’era accorto per tempo.

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