Discarica via Brocchi, la Consulta per l’Ambiente chiede aiuto alla Loggia

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Dopo la notizia del rinnovo dell’Autorizzazione Ambientale a favore della ditta Profacta da parte della Regione Lombardia per la realizzazione della discarica di rifiuti contenente amianto di via Brocchi, la Consulta per l’Ambiente del Comune di Brescia chiede al Consiglio comunale di “riconsiderare la questione e valutare anche le convenzioni che sono state fino ad oggi stipulate o comunque abbozzate con le proprietà operanti all’interno dell’area del parco delle cave, per riconsiderare la situazione, rinegoziare gli accordi e delocalizzare l’impianto di discarica in questione”.

DI SEGUITO IL TESTO DEL COMUNICATO:

“L’ubicazione della discarica , come è noto, e’ sita a pochi metri da una zona che dovrebbe divenire parco pubblico, pertanto la stessa appare come un grave elemento di ostacolo e criticità rispetto alla realizzazione del parco stesso.

Si rilevano problematicità riguardo la viabilità di accesso alla discarica: la zona di accettazione e selezione dei rifiuti si troverebbe in una area diversa dalla discarica stessa ed esattamente all’interno dell’ ATE 23,area in cessione al Comune. I mezzi per accedere a tale area dovranno passare in via Cerca ed in via Brocchi due strade comunali molto strette e di difficile percorribilità, individuate, nella progettazione partecipata, come le due direttrici della viabilità interna a carattere ciclopedonale e viabilità sostenibile, incompatibile con il passaggio dei camion pesanti contenenti amianto che per la loro pericolosità necessitano di percorsi dove sia possibile l’intervento degli eventuali mezzi di soccorso.

E’ importante ricordare che all’interno di quest’area destinata a parco sono presenti altre pesanti criticità quali ad esempio l’ex cava Piccinelli contenente cesio 137 ed impianti di lavorazione del bitume.

La discarica Profacta costituirebbe un pericoloso precedente di localizzazione di una discarica di rifiuti pericolosi non rispettante la richiesta degli attuali 500 m di distanza dai centri abitati ed il perpetrare di modalità di autorizzazione prive di valutazione degli impatti cumulativi.

Alla luce di tali considerazioni si ritiene che il Consiglio Comunale nel suo complesso debba riconsiderare la questione e valutare anche le convenzioni che sono state fino ad oggi stipulate o comunque abbozzate con le proprietà operanti all’interno dell’area del parco delle cave, per riconsiderare la situazione, rinegoziare gli accordi e delocalizzare l’impianto di discarica in questione.

Chiediamo altresì che il Comune possa resistere in giudizio nei confronti della nuova autorizzazione rilasciata dalla regione Lombardia tenendo conto del fatto che comitati e associazioni di cittadini hanno già assunto delle iniziative di carattere processuale nei confronti della Regione Lombardia per procedimento autorizzativo della discarica stessa.

Confidiamo che al presente rapporto venga data la giusta considerazione da parte dell’Amministrazione comunale”

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