Cocaina scomparsa dal deposito, poliziotto accusato da colleghi ed ex amante

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Non c’è alcun testimone oculare che l’abbia visto mentre ne faceva uso o mentre la rubava, eppure molti dei suoi colleghi lo sospettavano, come sospettavano che fosse stato proprio lui a prelevare quei 200 grammi di cocaina dal deposito corpo reati del commissariato Carmine, visto che era il solo ad avere le chiavi. Lo hanno testimoniato davanti al pm Isabella Lodovici Samek nel processo per peculato contro V.T., 38 anni, già ai domiciliari da mesi. Il poliziotto è accusato di aver trafugato 2 etti di coca in 3 anni. A fare un esposto contro di lui la più cara amica di quella che era, ai tempi, l’amante di V.T., spaventata per l’amica che aveva già tentato il suicidio tre volte e che aveva a fianco un uomo «ossessivo, paranoico, nervoso». E proprio l’ex amante racconta di averlo scoperto con la coca e, sempre secondo la sua testimonianza, lui le confermò che  «la prelevava dall’ufficio, per poi sostituirla con il bicarbonato». Oltre alle testimonianze l’accusa ha in mano dei tabulati che mostrerebbero frequenti contatti assidui tra l’imputato e pregiudicati per droga. Di diversa opinione gli avvocati difensori del poliziotto, per il quale tutto è da dimostrare.  

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