Scontro Aib e Cgil sulla sicurezza sul lavoro, il Tar dà ragione a Bonometti

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“Non ci eravamo sbagliati”. Dopo  aver affermato che la CGIL “non ama i giovani” – così sottolineando la decisione di ricorrere al Tar contro l’intesa  sul protocollo tecnico per la formazione  sulla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, siglato da Asl, Ufficio scolastico della Lombardia e Direzione territoriale del lavoro – il presidente di AIB  Marco Bonometti ha espresso ieri apprezzamento per l’ordinanza del Tar di Brescia del 27 maggio (e depositata oggi 28 maggio) di respingere la domanda cautelare avanzata dalla Camera del Lavoro di Brescia. “Il Tar – ha sottolineato il presidente di AIB – sostiene che il datore di lavoro è comunque   tenuto a contestualizzare la formazione ricevuta dallo studente in ambito scolastico, sulla base della propria valutazione  dei rischi”.

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UN COMMENTO

  1. Zucca dura. Ottimo ing. Bonometti. L’uomo giusto nel posto giusto. Di piu: prossimo presidente di Confindustria. Sindacato di privilegiati ( i sindacalisti) fermo al Medioevo.

  2. Tecnicamente, la cosa funziona così: tra gli insegnamenti scolastici si provvede ad inserire il tema della sicurezza sui luoghi di lavoro. Lo stesso tema formativo (dall’introduzione della L.626 in avanti) era per le imprese obbligatorio ed a carico del datore di lavoro, con costi non irrievanti. Ora, lo studente viene assunto in un’impresa ed il datore di lavoro contestualizza la formazione scolastica ricevuta in base ad una propria valutazione dei rischi: in altre parole, valuta cioè se il dipendente sia stato sufficientemente o meno già formato sul tema specifico. Il resto, o meglio il seguito così come disposto dal TAR, lo lasciamo alla libera interpretazione di lettori e commentatori.

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