Centrale del latte, Coldiretti annuncia l’ingresso di Granarolo nelle sue quote

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Sta facendo discutere la notizia diffusa nelle scorse ore da Coldiretti, secondo azionista della Centrale del latte con una quota del 12,65 per cento del capitale (il primo è il Comune con il 52 per cento). Coldiretti, infatti, ha reso noto l’ingresso nella società Hc Srl di Granarolo, grande gruppo del settore caseario che ha versato ben due milioni di euro per entrare nelle quote della Centrale.

In seguito all’operazione, il gruppo emiliano e Coldiretti controlleranno la nuova società Filab con quote paritetiche. “Granarolo e Coldiretti, insieme al Bim camuno e alla cooperativa Latte Brescia – si legge in una nota – controllano il 24,37% di Centrale del Latte, diventando il secondo azionista dopo il Comune di Brescia”.

Ma la notizia, annunciata con orgoglio da Coldiretti, sta provocando non poche reazioni. “Va beh dai ce la portano via, ci portano via tutto – scrive il consigliere comunale grillino Laura Gamba su Facebook – Non oggi, ma domani. Tutto in nome del diktat della Troika…. privatizzate tutto. Poi arriverà a2a, poi la scuola, poi la sanità”.

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UN COMMENTO

  1. Un pezzo di A2a e’ già stato svenduto: azioni cedute un paio di mesi or sono al prezzo di 0,85 mentre ora e’ 1,13′.
    Perso il 30% in un paio di mesi. Grandi strateghi, tentenna ed assessore. Paga Pantalone.

  2. L’operazione era partita dalla necessità impellente di “fare cassa” per la voragine del Metrobus, ma senza rinunciare alla connotazione pubblica e salvaguardando i produttori del territorio. Già adesso ci si ritrova di fatto avviati a disattendere entrambre le finalità con Granarolo pronta a cuccarsi altre fette della torta magari proprio dai nuovi azionisti entrati da poco. Evidente che Coldiretti, o meglio Prandini jr., se l’era studiata bene a tavolino con la creazione appunto di una società ad hoc con Granarolo. Così vanno le logiche spietate del mercato e forse sarebbe il caso di dirlo finalmente anche ai cittadini bresciani.

  3. Cavolo ma tentenna e il suo fido assessore gram professore di tutto questo non ne sapevano nulla? Mhhhhh bhe certo chi dorme non piglia pesci… Svegliaaaaa dopo la figura da dilettanti fatta con i mutui eccone un’altra!

  4. che bella la nostra italiatta sempre i soliti attori che sotto le diverse sigle si arricchiscono se mai ne avessero bisogno di soldi e potere intanto paga pantalone e gli associati vari. ma non e’ questo il caso ovviamente i riferimenti sono puramente casuali e frutto dell’immaginazione personale!

  5. @stradivarius le cose vanno così non per colpa del mercato, le cose vanno così perché qualcuno vuole che vadano così! Bastava nel bando mettere la non cedibilità delle quote acquistate per almeno 5/10 anni. Bastava scrivere che le società che facevano le offerte avessero almeno 10 anni di attività comprovata nel settore. Ma evidentemente il comune quando ha steso il bando non ha voluto interferire con i progetti di qualcuno…. Al confronto gli aperitivi di orto oggi sono una simpatica bazzecola… e questo non mi fa stare meglio! Questa è la nuova aria di Brescia… Abituiamoci alla puzza quindi!

  6. Quando parlavo di “logiche di mercato” intendevo proprio dire che il mercato è lì, pronto come un avvoltoio, a buttarsi là dove ci sono dei cadaveri e non tanto che non ci si possa sottrarre, volendo, alle sue logiche perverse. Nel caso della Centrale del Latte, se si amministra la cosa pubblica (Giunta), ovvero si rappresenta i cittadini (Consiglieri Comunali) bisognerebbe guardarsi bene intorno, stabilire il confine preciso tra interesse pubblico e privato, essere trasparenti, possibilmente non essersi “ridotti a cadaveri” e poi decidere con onestà pubblica cosa fare. Se così non è, come ben dice chi evoca la predisposizione di strani bandi e capitolati (di fatto, “indirizzati”), si ricade puntualmente nelle logiche spartitorie, negli errori e negli orrori di sempre, a Brescia come nel resto d’Italia.

  7. Cavolo ma una azienda come questa in attivo, con capacità industriale. L’abbiamo difesa sempre e questi senza vergogna ne hanno fatto carne da macello! I nostri vecchi che l’hanno creata ci prenderebbero a calci…. Lo strano silenzio anche dei sindacati. Me lo ricordo anche per la fusione di A2A… un silenzio colpevole

  8. il sottoscritto a fatto parte di quei cinqanta dipendenti che negli anni ottanta anno sputato l’anima per non svendere oprivatizzare tale azienda e che ce la poteva fare anche da sola come a dimstrato per parecchi anni zenza il macabro intervento dei soliti avvoltoi

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