Brescia si racconta ad Expo per la prima volta, ma ad ascoltarla solo bresciani

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Nella prima delle sei giornate dedicate a Brescia ad Expo, i protagonisti sono stati gli stessi bresciani. Pochi, pochissimi i visitatori stranieri che hanno partecipato agli eventi organizzati per promuovere Brescia e le sue eccellenze. In compenso consiglieri comunali, provinciali, regionali, assessori e imprenditori bresciani erano tutti presenti, pronti ad indossare la maglietta “togheter”, segno che il Sistema Brescia ha cambiato il modo di presentarsi al mondo e lo ha reso globale.

Ma in una vetrina che avrebbe l’ambizione di arrivare nel mondo, il fatto che la prima giornata dedicata a Brescia abbia visto come ospiti solo i bresciani, per la maggior parte bamnbini delle scuole elementari e medie, rappresenta già una delusione. Il presidente di Aib, Marco Bonometti però è ottimista: “Nel prossimo evento porteremo ad Expo le aziende bresciane. Vi stupiremo”. A quanto pare il nome più accreditato come guest star della seconda giornata è quello del bresciano, team principal della Ferrari, Maurizio Arrivabene.

Nel pomeriggio il convegno sul contributo dell’Università Statale di Brescia in progetti di cooperazione sulla nutrizione non ha riscosso un gran successo di pubblico. Otto i relatori e 35 le persone presenti in sala ad ascoltarli, oltre al collegamento previsto con il Mozambico che salta a causa della banda insufficiente. A Expo. Bonometti però resta positivo: “I conti li faremo alla fine delle sei giornate”.

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  1. quanto pessimismo. sono d’accordo con bonometti, i conti si fanno alla fine e se sarà necessario si farà anche mea culpa ma ora è proprio controproducente e inutile

  2. Forse io sono un maniaco dei promemoria, ma non avrei assolutamente perso l’occasione per scrivere (ricordando così) la data del prossimo evento (cosa che anche in questo articolo non è stato fatto). resto comunque ottimista sulla buona riuscita dei prossimi cinque eventi confidando anche che il mezzo flop della prima giornata sia da stimolo a mirare meglio l’obbiettivo della publicità.

  3. Forse io sono un maniaco dei promemoria, ma non avrei assolutamente perso l’occasione per scrivere (ricordando così) la data del prossimo evento (cosa che anche in questo articolo non è stato fatto). resto comunque ottimista sulla buona riuscita dei prossimi cinque eventi confidando anche che il mezzo flop della prima giornata sia da stimolo a mirare meglio l’obbiettivo della publicità.

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