A2A, nuove aggregazioni entro la fine dell’anno e opzione d’uscita da Epcg

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Grazie alla forza di un progetto “meglio compreso fino a sei mesi fa è stata superata l’iniziale fase di diffidenza su A2A come possibile colonizzatrice”. Con queste parole il presidente di A2A, Giovanni Valotti, ha annunciato al termina dell’assemblea degli azionisti che presto potrebbero dare “qualche segnale tangibile di possibili accordi”. Si saprà qualcosa di più certo entro la fine di luglio, ma anche in caso di successo la finalizzazione degli accordi avverrà solo entro fine anno. “Avvertiamo maggior favore rispetto al progetto – ha continuato Valotti – anche se da qui a sottoscrivere impegni vincolanti ci sono processi decisionali lunghi”.

Nel mirino di A2A ci sono “aziende lombarde di medie o grandi dimensioni”. Tra le opzioni Linea Group, la società che opera tra Rovato, Pavia, Lodi, Crema e Cremona, e Acsm Agam, che serve principalmente Como e Monza. Nel frattempo però, oltre a chiudere – “spero positivamente” – la partita con il governo del Montenegro che ha accettato che il gruppo A2A abbia un’opzione di uscita da Epcg (di cui la multiutility lombarda detiene il 43%), la partecipata ha approvato il bilancio 2014 e il piano di remunerazione degli amministratori, che ha previsto un dividendo di 0,0363 euro per ogni azione a favore dei soci. Tradotto in soldoni sono 28 milioni di euro per i Comuni di Brescia e Milano.

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UN COMMENTO

  1. “Avvertiamo maggior favore rispetto al progetto – ha continuato Valotti – anche se da qui a sottoscrivere impegni vincolanti ci sono processi decisionali lunghi”. Fai firmare i contratti, incatena altre città al dictat di A2A e vedrai che voi sarete sempre contenti e i cittadini sempre più insoddisfatti.

  2. Si aspettava il CDA di oggi per verificare lo “stato avanzamento lavori” di quello che ormai tutti conoscono come “Progetto Megautility del Nord”. Dunque, all’orizzonte prima Linea Group e poi Iren, fuori dai confini lombardi. Come previsto, ma molto in silenzio, si va rapidamente verso la perdita del controllo di A2A da parte dei Comuni di Brescia e Milano. Poi si dirà che così imponevano il mercato e gli scenari competitivi, che i territori verranno comunque salvaguardati, che i dividendi cresceranno grazie alle economie di scala, che l’indebitamento diminuirà, ecc. Come qui scrive qualcuno: una A2A tutta business e futuro. O forse è meglio dire una A2a tutta finanza e mercato. Già, è andata così…

  3. Ma i due sindaci catto-comunisti, Pisapia e Delbono che hanno svenduto le azioni al 30% in meno della quotazione attuale di A2A non hanno niente da dire????

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