Spacciatore di coca albanese in manette. I clienti lo chiamano durante la perquisizione

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Quando i carabinieri lo hanno fermato, il 28enne albanese aveva addosso "solo” 15 grammi di cocaina, ma è bastato perquisire la sua abitazione per trovare nascosti nel cesto della roba sporca 2mila euro in contanti e diverse sostanze da taglio. Peccato che mentre i carabinieri effettuavano la perquisizione il telefono cellulare dello spacciatore non abbia mai messo di squillare. A cercare di chiamarlo i suoi tanti clienti, innervositi dalle mancate risposte.

Secondo i carabinieri l’albanese, già con diversi precedenti di polizia alle spalle, svolgeva la sua attività illecita con molta discrezione, stando attento a muoversi il meno possibile e ha parlare solo per pochi secondi al telefono. Telefono che però il giorno della perquisizione non ha mai smesso di suonare. L’uomo è stato arrestato e condannato a dieci mesi di reclusione, con pena sospesa.

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  1. Diversi precedenti alle spalle e poi pena sospesa, ahhh pero', ai lavori forzati come nei telefilm in texas a frustate e bastonate nelle caviglie, altro che pena sospesa e se vuole mangiare in carcere se lo deve guadagnare sudandolo a spaccare pietre…

  2. perfetto! domiciliari preventivi di vari mesi ai sindaci che (seppur con metodi discutibili) provano a sfidare i padroni delle discariche e “pena sospesa” agli spacciatori incalliti….un plauso alla magistratura italiana!

  3. Tranquillo e discreto, l’albanesino bello. Nel suo Paese la pena prvista per la detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti è compresa tra 5 e 20 anni. Con processo per direttissima, certezza della pena, in carceri albanesi e senza sconti e benefici vari. Il problema è il Codice Penale italiano, non la magistratura che lo applica: questo lo sa benissimo anche l’albanese di turno.

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