Rubava targhe delle auto e poi ne chiedeva il riscatto: arrestato 35enne moldavo

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Rubava le targhe delle auto e poi ne chiedeva il riscatto. Così è stato fermato un cittadino moldavo di 35 anni clandestino. L’indagine è partita a seguito di più di 15 denunce da parte di cittadini, per la maggior parte stranieri residenti tra Via Veneto, Via Corsica e quartiere Fiumicello. Le vittime trovavano poi un biglietto sul parabrezza dell’auto con un numero di cellulare: al telefono rispondeva il moldavo che chiedeva 300 euro per la restituzione delle targhe.

L’uomo aveva anche escogitato un metodo per farsi pagare senza esporsi: chiedeva di versare una somma di denaro via money transfert, indicando il nominativo di un proprio complice in Moldavia e, successivamente, quest’ultimo rigirava parte della somma ad il luogo dove le targhe erano state nascoste, in modo da poterle recuperare.

Alcune vittime, riuscendo ad arrivare anche ai 100 euro con una trattative, hanno ceduto all’estorsore, viste anche le difficoltà e i costi per richiedere nel paese di origine una nuova immatricolazione.  Altri invece hanno denunciato questo ricatto, noto in particolare in Campania con il soprannome di “cavallo di ritorno”.

La Procura, a seguito delle numerose denunce, ha disposto alcune intercettazioni che hanno provato il fatto. Il moldavo era spregiudicato e dinnanzi ad alcune vittime che, ribellandosi di fronte al ricatto, affermavano che si sarebbero recate immediatamente dalle forze dell’ordine a denunciare il fatto, rispondeva che Carabinieri e polizia non avrebbero fatto nulla, aggiungendo ai messaggi faccette ridenti di scherno. Oppure minacciava le vittime di gravi ripercussioni affinché non avvisassero la Polizia, minacciando di avere “molti amici” pronti a vendicarlo nel caso fosse stato arrestato.

A seguito di tutte queste prove il 25 giugno, la Sezione Antirapina della Squadra Mobile ha localizzato il moldavo, che nel frattempo aveva iniziato ad agire anche in Toscana,  in Via Tirandi di Brescia. Alla richiesta dei documenti T.N. è fuggito, ma subito raggiunto e arrestato.

Nel borsello del clandestino le prove del reato: il telefono utilizzato per le richieste estorsive; biglietti manoscritti precompilati con il numero di telefono pronti da apporre sui tergicristalli delle vetture delle prossime vittime; cacciaviti e chiavi inglesi per lo smontaggio delle targhe; ricevute di rimesse money transfert e una dettagliata agendina dove risultavano annotati modello, targa e luogo di nascondiglio delle rispettive targhe asportate dalle autovetture prese di mira in passato dallo stesso. L’uomo è stato portato a Canton Mombello. 

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