Il sindaco Del Bono su Facebook attacca i giornali locali

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Tutti i giorni (o quasi) alle 14 Bsnews.it vi propone l’aggiornamento su cosa il sindaco di Brescia Emilio Del Bono sta postando, commentando e divulgando su Facebook..

Dopo due giorni di silenzio social, il sindaco Emilio Del Bono è tornato “attivo” con uno post-sfogo contro i giornali locali, colpevoli – a detta sua – di aver dato maggiore spazio alla polemica sull’asfaltatura di via Mazzini e corso Magenta anziché ad alcune importanti novità ambientali e urbanistiche approvate dalla sua giunta.

A rispondergli il caporedattore di Bresciaoggi, Marco Bencivenga che in quattro colonne ha, dapprima analizzato il post per poi entrare nel merito dello sfogo e concludere con una sentenza di colpevolezza: “il difetto di comunicazione è stato, semmai, del Comune. Non della stampa”.

Di seguito il post-sfogo del sindaco la risposta del giornalista di Bresciaoggi:

LO SFOGO DEL SINDACO – La vita del Sindaco non è facile soprattutto quando si legge la stampa locale. Vedete in questi ultimi 10 giorni sono successi fatti che cambieranno il volto e gli equilibri ambientali di brescia nei prossimi decenni. Ieri in approvazione finale in consiglio si è approvata l’acquisizione di quasi 700.000 mq di aree di cava che verrsnno destinate a parco di mitigazione ambientale (parco cave). Un sogno coltivato da decenni. Ieri è stato poi annunciato che siamo prossimi all’ accordo per evitare la discarica di amianto a buffalora. E un questi giorni si sono definite le basi per la realizzazione del nuovo Palazzetto dello sport Eib (atteso da decenni). Inoltre siamo prossimi alla variante pgt che ridurrà del 70% il consumo di suolo agricolo. Ma per nessuna delle 4 enormi questioni si sono fatti 3 servizi televisivi, non si sono chiesti pareri ai viandanti come per qualche centinaio di metri di asfalto del tratto finale di corso magenta (che peraltro verrà con le risorse appostate il prossimo anno ripristinato a porfido). Credo che anche per questa mancanza di valutazione di misura e di importanza dei fatti e degli atti amministrativi diventa difficile ricostruire fiducia e amore per la cosa pubblica. Ma questo è il tempo che ci tocca vivere

LA RISPOSTA DI MARCO BENCIVENGA ( BRESCIAOGGI) – Dalla Versilia – dove si trova in vacanza – Emilio Del Bono ha confessato ieri a mezzo Facebook che «la vita del sindaco non è facile soprattutto quando si legge la stampa locale».

Al di là dell’ardimento sintattico, il primo cittadino – in sostanza – ha accusato i media bresciani (prima indistintamente, poi specificando di riferirsi soltanto a «una parte» di essi) di aver ignorato o di non aver valorizzato a sufficienza «fatti successi negli ultimi 10 giorni che cambieranno il volto e gli equilibri ambientali di Brescia nei prossimi decenni» e – al contrario – di aver dedicato troppo spazio alle roventi polemiche suscitate dall’asfaltatura di corso Magenta. Non solo. Secondo il sindaco, «anche per questa mancanza di valutazione di misura e di importanza dei fatti e degli atti amministrativi» (non già per i comportamenti tenuti per anni da certa classe politica a ogni latitudine) «diventa difficile ricostruire fiducia e amore per la cosa pubblica». «Ma questo – si è rammaricato Del Bono – è il tempo che ci tocca vivere». Una tesi che centinaia di bresciani hanno dimostrato di apprezzare (ben più della libertà di stampa e di critica e ancor più dei media locali, definiti in alcuni commenti «asserviti» e «di basso profilo») come certificano le centinaia di condivisioni e i numerosissimi «mi piace» ottenuti on line.

Restano, al di fuori del mondo social, lo stupore per un’opinione tanto negativa sulla stampa locale da parte del primo cittadino di Brescia e il sospetto che il primo a perdere il senso delle proporzioni sia stato proprio lui, Emilio Del Bono. In primo luogo perché – come i lettori di Bresciaoggi ben sanno – sostenere che la stampa locale non abbia dedicato abbastanza spazio al progetto del Parco delle Cave, alla riforma del Pgt e alla futura realizzazione del Palasport nell’ex Eib – tre degli eventi che, secondo il sindaco, «cambieranno il volto e gli equilibri ambientali di Brescia nei prossimi decenni» – si scontra con l’oggettività dei fatti, ampiamente documentata e riscontrabile sulle raccolte cartacee e negli archivi digitali dei giornali. In secondo luogo perché la polemica sull’asfaltatura di corso Magenta non è stata innescata né alimentata dai giornali o dalle tv, ma si è sviluppata per iniziativa spontanea di alcuni cittadini proprio attraverso i social tanto apprezzati dal primo cittadino, anche ieri in «silenzio stampa» ma non in «silenzio chat».

CERTO, L’OPPOSIZIONE ha cavalcato la protesta, versando benzina sul fuoco della polemica, ma – al di là dell’adeguatezza o meno dei toni usati da qualcuno – tutto questo fa parte del gioco della politica. Semmai, c’è da chiedersi perché Palazzo Loggia sia scivolato su una simile buccia di banana, alla luce del fatto che per evitare tante polemiche sarebbero bastate tre semplici mosse: 1) far presente ai cittadini la necessità di un intervento urgente di manutenzione straordinaria sui sampietrini diventati pericolosi per mezzi, cose e persone; 2) spiegare che, a fronte della scarsità delle risorse disponibili, l’alternativa all’asfaltatura di corso Magenta era la modifica dei percorsi dei bus, con conseguenti ricadute negative sulle abitudini e sulle esigenze di mobilità di molti bresciani; 3) annunciare per tempo l’avvio dei lavori almeno ai commercianti e ai residenti della via. Perché se un cantiere, un progetto o un semplice intervento di manutenzione vengono spiegati e illustrati con i tempi e nei modi dovuti possono essere accettati e compresi anche da chi li «subisce». Al contrario: se di punto in bianco si arriva con la macchina del bitume e, senza alcun preavviso, si ricopre di asfalto il porfido di uno storico corso – per quanto l’intervento possa essere necessario – poi è difficile stupirsi se qualcuno grida allo scandalo. Nel caso specifico, il difetto di comunicazione è stato, semmai, del Comune. Non della stampa. Che svolge semplicemente il suo compito: ascolta la città e dà voce a tutte le sue componenti. Di certo, non asfalta. Al massimo, spreca un po’ di inchiostro.

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