Discarica d’amianto di via Brocchi, Il Comitato spontaneo festeggia la vittoria ma non si ferma

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Dopo sei anni di lotta, a colpi di occupazioni, blocchi, ricorsi e tante ora di studio, il Comitato spontaneo contro le nocività, in una nota si dice soddisfatto della vittoria ottenuta sulla discarica d’amianto di via Brocchi. La Profacta spa ha dichiarato infatti nei giorni scorsi il suo intento di abbandonare il sito a favore di un aumento delle volumetrie edificabili, sempre nella zona di San Polo.

DI SEGUITO IL TESTO INTEGRALE DELLA NOTA:

Stando a quanto riportato negli ultimi giorni dai principali organi di informazione locale, il Gruppo Faustini s’è detto disponibile a ritirare il progetto per la discarica di amianto di via Brocchi.

La notizia è giunta non appena il comitato spontaneo contro le nocività ha dato inizio ad un presidio di 48 ore davanti al sito in questione, collocato all’interno del futuro Parco delle Cave.

Questo è il risultato di sei anni di lotta cominciata il 30 Luglio del 2009 con con un blocco delle ruspe che ha dato avvio ad un presidio permanente di oltre sei mesi davanti all’ingresso del sito impedendo l’inizio dei lavori di allestimento della discarica.

La battaglia è proseguita negli anni utilizzando tutti gli strumenti a nostra disposizione: manifestazioni, cortei, flash mob, blocchi del Consiglio Comunale, raccolte firme, ricorsi, partecipazione alle conferenze dei servizi ed ai tavoli di progettazione partecipata, volantinaggi, assemblee pubbliche, banchetti informativi e persino, nel 2012, uno sciopero della fame della durata di un mese sotto al portico della Loggia.

Nonostante quasi tutti fossero convinti che la discarica, essendo autorizzata, non avrebbe più trovato ostacoli, il comitato spontaneo contro le nocività non s’è mai arreso ed ha integrato la lotta con la conoscenza, studiando carte, documenti, progetti ed iter autorizzativi.

Nel percorso del comitato non sono mancati momenti di approfondimento circa i metodi di trattamento dell’amianto alternativi all’interramento per dimostrare che le discariche non sono una soluzione né a San Polo, né altrove.

Prima dell’inizio delle nostre mobilitazioni nessuno schieramento politico presente nel consiglio s’era apertamente contrapposto alla realizzazione del progetto, il cui percorso non aveva trovate né l’opposizone della giunta Corsini, né quella della Giunta Paroli; neppure ASL ed ARPA avevano preso una posizione decisamente contraria.

Durante le nostre ricerche abbiamo rilevato tutte le inesattezze e le superficialità degli organi di controllo.

La vittoria ottenuta, tuttavia, è solo parziale, in quanto prevede compensazioni che parrebbero favorire ancora una volta lo stesso imprenditore che in diverse occasioni ha dimostrato il proprio disinteresse nei confronti della salute della cittadinanza e dell’ambiente, persistendo nella realizzazione di cave e discariche anche al di fuori del territorio comunale.

Il blocco della discarica di amianto è solo il primo tassello per la concretizzazione del Parco delle Cave che deve essere bonificato da tante altre nocività (per citarne alcune il Cesio 137 della cava Piccinelli, il percolato della Ve-Part, il bitumificio Gaburri, la Bonomi Metalli…).

La lotta del comitato spontaneo contro le nocività non si ferma: proseguiremo nel segnalare e contestare qualunque nuovo disegno inquinante si frapponga tra chi lotta per la salute e la tutela dell’ambiente e la nascita del Parco Naturalistico delle Cave che rappresenta il giusto risarcimento per i danni ambientali e sanitari subiti per decenni dai residenti.

Ringraziamo per averci sostenuto nella nostra battaglia il Co.Di.S.A., LEGAMBIENTE e tutti i cittadini ed i comitati che ci hanno supportati.

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