Baby gang in città: tre dei quattro in una comunità per minori. Uno è irreperibile

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A distanza di due mesi la Procura dei Minori di Brescia ha deciso per la misura più drastica: tre dei quattro responsabili di gravi episodi di criminalità avvenuti a maggio entreranno in una struttura adibita al recupero di minori. Il quarto è ora irreperibile, i suoi familiari lo starebbero nascondendo alle forze dell’ordine per evitargli il fermo.

Tutto è partito lo scorso 5 maggio, quando la violenza e la spregiudicatezza della banda si manifestò per la prima volta. I quattro, tutti minorenni, tutti provenienti da fuori città, tutti frequentanti di istituti superiori cittadini (ma spesso bigiavano per girovagare in centro) prima borseggiarono una signora presso la fermata San Polo Parco, poi rapinarono una coppia di amici al parco Castelli (il caso ebbe una notevole eco in città, ecco la notizia), e infine rapinarono altri due amici, uno dei quali fu colpito da un pugno che gli ruppe il naso, nei pressi del sovrappasso di via Brozzoni, vicino al centro commerciale Freccia Rossa.

Il primo fermo avvenne una settimana dopo gli eventi, ora la Procura si è espressa. Il commento del sindaco, Emilio Del Bono, riportato da Bresciaoggi, che conferma l’iniziale intenzione del Comune di costituirsi parte civile (leggi la notizia): "Il lavoro della Polizia Locale nelle indagini è stato fondamentale. Il Comune è in prima linea nella lotta alla criminalità, anche se va precisato che la nostra città soffre più una percezione d’insicurezza che di un pericolo effettivo. La percezione negativa si sconfigge con il lavoro e le iniziative che l’amministrazione sta mettendo in campo, a scopo informativo e educativo, nelle scuole della città. Nella episodio specifico siamo intenzionati a costituirci parte civile. Dobbiamo dare un segnale forte alla comunità, queste condotte non possono essere tollerate".
(red.)

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