Chiusura della discoteca Paradiso? I proprietari non ci pensano nemmeno

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Trasloco, o addirittura chiusura, della discoteca Paradiso per lasciare spazio al Parco delle Cave? Non c’è nulla di definitivo, o per lo meno nulla di impositivo. A chiarire la situazione che da alcuni giorni sta facendo discutere, anzi preoccupare, diversi storici clienti della discoteca cittadina, sono da un lato i proprietari, dall’altro gli amministratori in Loggia, in particolare Fabio Capra, delegato dal sindaco per la questione del Parco delle Cave. 

I fatti. Nei giorni scorsi durante una seduta della Commissione Urbanistica l’assessore Michela Tiboni ha avanzato l’ipotesi che la discoteca possa lasciare libero lo spazio ora occupato (cioè essere demolita) in quanto finirebbe per essere collocata nel messo del futuro Parco delle Cave. In cambio ai proprietari, la famiglia Correnti, potrebbe realizzare una struttura sportiva, pertinente con la finalità del Parco, ed ottenere anche 3.500 metri di area edificabile a titolo di compensazione. 

Sulle colonne del quotidiano Bresciaoggi Alessandra Correnti chiarisce che la sua famiglia non ha nessuna intenzione di percorrere l’ipotesi dell’assessore: "Nessuna proposta, per quanto vantaggiosa, potrà mai convincerci a spostarci da dove ci troviamo da trentatr anni. È un locale storico, che ha successo da sempre a causa di molti fattori, la sua posizione è uno di questi, cambiarla è un rischio che non vogliamo correre. Qui siamo e qui rimarremo per altri centocinquant’anni. Lascia l’amaro in bocca la lettura di alcuni titoli che annunciavano l´abbattimento del Paradiso, molti clienti ci hanno contattato per sapere quanto di vero ci fosse, ma soprattutto i nostri quaranta dipendenti ci hanno chiesto rassicurazioni in merito al loro futuro occupazionale, abbiamo dovuto tranquillizzarli, certe forme di allarmismo non hanno ragione d’esistere".

La contro-replica, sempre riportata da Bresciaoggi, è quella di Fabio Capra: "Non c’è nulla di impositivo, i proprietari del Paradiso possono dormire sonni tranquilli. Vero è che in prospettiva un parco naturalistico non dovrebbe prevederebbe la presenza di manufatti e che la questione sarà prima o poi da trattare con i titolari. In accordo con loro si potranno immaginare soluzioni futuribili, in ogni caso alla fase dell´attuazione della variante seguirà quella dell’approvazione, durante la quale tutti avranno la possibilità di presentare osservazioni. Se da parte loro arrivassero, verrebbero prese certamente in considerazione".
(red.)

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