Variante al Pgt della Loggia: scontro aperto sulle moschee

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La maxi variante al Piano di governo del territorio dovrebbe essere adottata in Consiglio comunale a fine luglio, ma già tra maggioranza e opposizione sono emerse le prime grandi differenze di vedute. Teatro dello scontro è stata la Commissione Urbanistica, presieduta da Aldo Boifava, che si è riunita ieri, alla presenza dell’assessore Michela Tiboni. 

L’oggetto principale della contesa è l’indicazione nel documento della localizzazione dei servizi religiosi esistenti in città, cioè le due moschee attualmente attive, quella di via Volta, ora classificata genericamente come centro culturale, e quella di via Corsica, classificata come centro residenziale. L’assessore Tiboni ha spiegato che la correzione che verrà apportata in sede di variante al Pgt è un atto dovuto, diretta conseguenza dell’accoglimento da parte del Tar del ricorso presentato dall’associazione islamica Muhammadiah. Nuove moschee non sono previste, ed è confermato l’obbligo di passaggio in Consiglio per ogni nuova destinazione d’uso religioso di locali esistenti.

Dalle minoranze le critiche, anche pesanti, non sono mancate. Le parole di Nicola Gallizioli della Lega sono riportate sulle colonne di Bresciaoggi: "Come mai sono stati utilizzati due pesi e due misure e nessuna classificazione è stata pensata per le moschee di via Bonardi e viale Piave, dove notoriamente i fedeli si ritrovano a pregare?" Alla risposta dell’assessore, che ha detto che il Pgt non può legittimare qualcosa di non autorizzato, riferendosi a via Volta e via Corsica, il capogruppo di Forza Italia Mattia Margaroli ha replicato "Dunque se non sono in regola, fatele chiudere. Noi abbiamo fatto ricorso al Tar, perché voi no?", mentre, ancora, Massimo Tacconi ha ammesso che vorrebbe un referendum per chiedere ai cittadini il loro parere sulla questione.
(red.)

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