Bagnolo, arrivano i profughi nel capannone. Anzi no

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Nella mattinata di ieri si era diffusa la notizia che Bagnolo sarebbe stata destinata ad ospitare in un edificio in campagna un nutrito gruppo di profughi. Il Comune di Bagnolo ha comunicato la sua opposizione al progetto e già nel pomeriggio, grazie ad un incontro tra il sindaco Cristina Almici e il Prefetto di Brescia Valerio Valenti, ha visto ufficializzata da decisione di bloccare il progetto.

La Almici alle 8.30 era stata informata da un esponente della Prefettura che un cittadino di Bagnolo aveva manifestato la sua intenzione di mettere a disposizione un immobile per accogliere i rifugiati. Un’eventualità che ha indotto l’Amministrazione Comunale a darsi immediatamente da fare per cercare di risolvere la situazione.

“Ci siamo attivati senza perdere tempo – spiega il sindaco Almici – anche perché abbiamo subito capito la potenziale gravità di questo progetto. Un’iniziativa davanti alla quale abbiamo manifestato immediatamente la nostra più totale opposizione, un grosso spavento che, solo grazie all’interessamento personale e alla disponibilità del signor Prefetto, si è dissolto nel pomeriggio. A nome di tutti i bagnolesi devo rivolgere il mio pubblico ringraziamento al Prefetto Valenti che non solo ci ha ricevuto senza alcun preavviso, ma che ha studiato ed analizzato con noi la situazione, giungendo alla per noi sospirata decisione dell’impossibilità di far proseguire l’operazione”.

Un disegno che aveva preso corpo senza tener conto della posizione della comunità bagnolese e che si basava su condizioni davvero precarie: “L’intervento del Prefetto è stato fondamentale per confermare i nostri dubbi sul buon esito di una simile iniziativa. Le perplessità che sono alla base della nostra ferma opposizione – prosegue Cristina Almici – riguardano molteplici aspetti. Basti pensare che l’edificio in questione non è altro che un capannone industriale che si trova nella nostra campagna. E’ stato definito un fabbricato industriale collocato in campagna in una zona defilata dal centro, ma così facendo, oltre a dimenticare quelle che potrebbero essere le conseguenze per la nostra campagna, ci si scorda anche che dalla zona dell’edificio si può giungere direttamente e in pochi minuti nel cuore del nostro paese. Tutto questo senza dimenticare quelle che avrebbero potuto essere le condizioni igieniche della struttura e degli ospiti. Proprio per questo, nel mostrare la nostra opposizione, avevamo già chiesto il parere dell’Asl per evitare di trasformare un angolo verde del nostro territorio in una sorta di valvola di sfogo destinata a rappresentare una soluzione a problemi che da nessun’altra parte trovavano risposta. Tutto questo senza dimenticare che non era stato prospettato neppure il numero preciso dei rifugiati che avrebbero potuto trovare ospitalità a Bagnolo. Inizialmente si è parlato di sei persone, ma, viste le dimensioni del capannone e l’intenzione di far fronte all’emergenza, i possibili arrivi avrebbero potuto essere ben più numerosi, rendendo più che giustificate le preoccupazioni con le quali la comunità bagnolese ha accolto ieri mattina questa notizia”.

Una situazione che sembrava presagire confronti molto accesi: “Sin dal primo momento – è la conclusione più che sollevata del sindaco Almici – abbiamo ribadito la nostra totale opposizione e la volontà di fare tutto il possibile (picchetti e manifestazione di protesta compresi) affinché il territorio di Bagnolo non venisse utilizzato per far fronte ad una questione che non si riesce a risolvere da nessun’altra parte. Proprio la nostra ferma contrarietà ci ha portati a chiudere un rapido incontro al Prefetto Valenti. A lui, che ci ha ricevuto senza alcun preavviso, va la nostra gratitudine e quella di tutti i bagnolesi per aver affrontato ed esaminato con tanta attenzione una situazione per noi così importante. Dall’approfondimento dell’iniziativa alla decisione della sua impossibilità a proseguire il passo è stato breve. Un progetto di questo genere non aveva le basi per diventare realtà. Noi siamo stati contenti che il Prefetto abbia esaminato con noi la situazione e sia giusto alle nostre stesse conclusioni”.     

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