Profughi, la Prefettura pensa a una maxi tendopoli nel Bresciano

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I sindaci dicono no all’accoglienza dei profughi nei propri comuni rispondendo al Prefetto che non ci sono strutture disponibili all’accoglienza, mentre il Viminale continua a premere sui territori per lo smistamento dei profughi.

Se fino a qualche settimana fa lo smistamento in piccole unità era ancora possibile oggi la disponibilità bresciana all’accoglienza si è esaurita e il Governo dovrà pensare a trovare soluzioni alternative per gestire l’emergenza. Due le ipotesi al vaglio della Prefettura di Brescia: “realizzare una grande tendopoli oppure optare per tre diversi accampamenti, magari utilizzando le strutture dell’esercito italiano”.

A confermarlo è il sindaco di Borgo San Giacomo che al Corriere della Sera di Brescia ha dichiarato: “Mi è stata chiesta la disponibilità ad ospitare dei moduli mobili, che possono contenere fino a dieci persone. Il problema è che nel mio territorio non ci sono le condizioni”.

Un’altra ipotesi, paventata ieri dal Ministero degli Interni e annunciata dal Corsera, sembra quella di utilizzare l’ex caserma Serini di Montichiari come base di accoglienza e per lo smistamento. Il sindaco del Comune però ha già fatto sapere che la struttura “è inadeguata” ad ospitare i profughi e quindi non può essere utilizzata. Intanto da parte degli albergatori che stanno ospitando i profughi arrivano le lamentele per il mancato pagamento (in ritardo di tre mesi) da parte del Governo.

Al momento un barlume di speranza la concede un accordo con l’Ue che prevederebbe la redistribuzione di 35mila migranti al momento residenti in Italia e Grecia, in altri paesi europei. Anche se l’ipotesi si realizzasse però restano le incognite sui tempi e i modi di trasferimento, mentre ogni giorno il numero dei profughi da smistare cresce e le disponibilità dei territori si esauriscono.

Di fronte alla mancata disponibilità dei sindaci però il prefetto potrebbe vedersi costretto a decreti straordinari, quali la requisizione “coatta” di scuole o palestre o la realizzazione di un accampamento, con tutte le probabili resistenze da parte dei cittadini.

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