Goldin vorrebbe lavorare di nuovo a Brescia, Del Bono e Castelletti hanno detto no

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Per festeggiare i venti anni di attività di Linea d’Ombra sarebbe tornato a lavorare a Brescia, garantendo per Santa Giulia una mostra da 300-350mila visitatori, più altre esposizioni, ma sindaco e vicesindaco hanno preferito di no. Non si tratta di indiscrezioni, è stata la stessa Laura Castelletti a confermare che Marco Goldin nei giorni scorsi ha incontrato il sindaco, senza tuttavia ottenere l’incarico per ritornare in città.

Dopo un primo abboccamento verificatosi a ottobre 2014, in occasione di un appuntamento promozionale che portò Goldin a Brescia, c’è stato dunque un secondo incontro tra il manager-critico d’arte veneto ed Emilio Del Bono. Anche questa volta però l’incontro non ha portato a nulla di concreto, seppur la proposta di Goldin fosse ben strutturata. La notizia è presente stamane sulle colonne di Bresciaoggi, dove si riportano le dichiarazioni di Marco Goldin: "Non volevo proporre questo progetto, una grande rassegna sulla pittura francese tra il 1840 e il 1906 anno della morte di Paul Cezanne, a Brescia. Perché sospettavo che la nuova amministrazione, anche sulla scorta di dichiarazioni fatte sui giornali nei miei confronti dai vertici di Brescia Musei, avrebbe rifiutato. Così mi sono messo a lavorare con altre città. Alcuni amici bresciani però, saputo del mio progetto, mi hanno tentato. Non potevo secondo loro non proporla a Brescia, posto tra l´altro che io sentivo perfetto visti i trascorsi. Mi sono fatto convincere e ho chiamato il sindaco Del Bono. Ci siamo messi d´accordo di vederci qualche giorno dopo e così è stato. Ci siamo incontrati, gli ho esposto l´idea della mostra aggiungendo un progetto biennale che prevedeva: per il 2016-2017, tra l´ottobre e l´aprile, appunto la mostra del ventennale di Linea d´Ombra, accompagnata da un´altra rassegna parallela sugli artisti bresciani dello stesso periodo. Per il 2017-2018 una mostra su come ha reagito la pittura europea alla Grande guerra, si tratterebbe di esporre opere di periodi cruciali per la storia dell´arte, dalla fine del cubismo, all´espressionismo, alla nascita dell´astrazione: si parla di autori come Picasso, Kandinsky, Munch, anche questa abbinata ad una mostra storica documentale focalizzata sull´arte italiana e bresciana durante la prima guerra mondiale".

Il sindaco? Era tentato di accettare, secondo Goldin: "Era felice di questa proposta, mi disse di dargli qualche giorno per discuterne con Brescia Musei e l´assessore Castelletti. Mercoledì pomeriggio mi chiama Laura Castelletti, e mi annuncia che la mia proposta non interessa alla Loggia: è su una linea diversa da quella scelta per la cultura a Brescia". In chiusura Goldin esprime una "differenza di vedute" con la Castelletti: "Anche se a Brescia si è scelto un profilo più di nicchia per le mostre, non vedo perché non potessero convivere con proposte diverse. Mostre dai grandi numeri, come quelle che abbiamo fatto nel primo decennio del duemila, potrebbero anche fare da traino per quelle di nicchia".

Sempre su Bresciaoggi, l’assessore alla Cultura Laura Castelletti riporta la sua versione sulla vicenda: "Il sindaco uscito dall´incontro con Goldin si è confrontato con me e con Massimo Minini e Luigi Di Corato, presidente e direttore di Brescia Musei, che a loro volta avevano sentito il consiglio della Fondazione. Tra l´altro io ho coinvolto anche l´ex sindaco Paolo Corsini con il quale avevo condiviso la stagione delle mostre di Linea d´Ombra. Sono passati molti anni da quella stagione e da allora molte cose sono cambiate. C´è stato in mezzo il periodo negativo di Brunello, dal quale abbiamo scelto di uscire proponendo una nuova e differente strategia culturale. Con la quale puntiamo ad un consolidamento strutturale dell´offerta museale, attraverso una crescita costante dei visitatori e la costruzione di competenze interne." Le mostre di Goldin invece, seppur serie e valide secondo la Castelletti porterebbero a un allontanamento dall’obiettivo di Brescia Musei, la valorizzazione cioè del patrimonio artistico locale: "Per ottenere risultati di stabilità serve programmazione e non improvvisazione. Sulle cifre andrei cauta, le cose spesso non si rivelano come sembrano".
(red.)

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  1. Il problema non è certo il rifiuto, ci sta che si possano avere programmi diversi. Il problema è se il rifiuto è della Castelletti, espertissima in vernissage e fatuità, ma che di arte non capisce una beata mazza.

  2. Bravo bresciano, ero convinto che la Castelletti fosse un politico, per questo l’avevo votata, e tu mi dici che avrebbe dovuto essere una storica/critica d’arte, almeno un’artista. Che delusione. La prossima volta il voto lo do a te che devi saperne molto, sempre che ti candidi.

  3. bravo bresciano,dato cghe la signora in questione e’ assessore alla cultura,creddo che i cittadini di brescia debbano pretendere che come minimo sia acculturata,ora,suic come l’onniscenza non e’ di questo mondo(neanche dei politici made in pd o affini,nonostante loro provino a far prensare che sia cosi)credo che un atteggiamento più cauto da parte dh chi,per tua ammissione,non ne sa molto,sarebbe più auspicabile……… ..

  4. La Castelletti invece ha di certo approfondito la propria cultura, checché ne diciate voi buontemponi! ha fatto suo il detto “Impara l’arte e … mettila da parte…”

  5. Diverse analisi, diversi obiettivi, giustamente diverse strategie. Sono i risultati, purtroppo sempre più economici e sempre meno d’immagine pubblica, a fare la differenza per esprimere poi un giudizio finale. Tempo al tempo, nel pieno rispetto delle scelte “castellettiane”, si confronteranno solo i risultati, compreso l’indotto commerciale di allora e di oggi.

  6. Amici! Si legge oggi sul Corriere (Brescia) che Paroli direbbe sì a Goldin. Non è che mi si costringe a pensare che l’assessora ha avuto ragione vero?

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