Profughi, in arrivo a Brescia altri 200: è allarme alloggi

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Ora si trovano al centro di smistamento e Brescia dovrebbe essere la loro destinazione finale. Sono in 200 e sono troppi per gli spazi rimasti a disposizione. Ora tutto è in mano della Prefettura che ha già avvisato albergatori e cooperative affinché trovino nuovi spazi.

Ma la situazione è critica: gli albergatori non sono pagati e questi ritardi generano tensioni. Anche le associazioni faticano, trovando amministratori locali sempre più reticenti. Così l’ipotesi delle tendopoli si fa sempre più plausibile, anche percheè, come scrive il Corsera, l’asilo Pampuri non è più in grado di accogliere nuovi migranti e i sindaci di diversi comuni (Ghedi, Bagnolo, Alfianello, Montirone, Pontevico, Isorella e Dello) hanno detto un chiaro no all’accoglienza…

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UN COMMENTO

  1. Venghino siori e siore! Tra pochi giorni inizierà la stupenda Feccia della Redio, perchè non farli accomodare nella zona del divertimento? Oppure farli accomodare nelle lussuose case di qualche kombagno alternativo che tanto li vuole e difende… Diritti per tutti!

  2. C’è una grande confusione. In linea di principio potrei essere d’accordo con te, ma il problema è un altro: i veri profughi sono meno di un quarto di quelli che vengono definiti “profughi” (basta vedere i dati sui riconoscimenti dello status da parte del Viminale). Tu dici che ogni Comune dovrebbe prenderne 4-5 e non ci sarebbero problemi. Non so in che Comune vivi, ma per la maggior parte dei comuni avere 4-5 persone totalmente a carico significherebbe il default, perché vedi cara Saretta, i soldi per l’emergenza prima o poi finiscono, ma le persone rimangono. E chi fino ad oggi, facendosi bello buono e misericordioso, ci ha guadagnato stai pur tranquilla che non continuerà ad “aiutare” gratis.

  3. Proprio stamattina al mercato settimanale se ne sono Aggiunti altri 2,chiedevano soldi e…li ho osservati per 10 minuti..tutti con Cellulare attuale!!! Mah!!!

  4. Adesso basta! A casa del sindaco non ci stanno tutti!!!!!!!!! Ma al museo di Santa Giulia potrebbero starci!!!! Anche in Castello!!!! Anche nell’ex Tribunale in via Moretto. Oppure in Piazza Vescovado…! Accogliamoli Sindaco!!!!!!!!

  5. Lo Stato non è la soluzione, ma il problema……..
    Vo i socialisti (o catto-comunisti), prima o poi capirete che i soldi DEGLI ALTRI, prima o poi finiscono!!

  6. Mi piacerebbe sapere quanti di coloro che si lamentano dell’arrivo di profughi e di chi migra per le più svariate ragioni sarebbe disposto a cambiare radicalmente vita per contribuire a limitare questo fenomeno. Una cosa facile e alla portata di tutti è informarsi approfonditamente circa la politica estera del nostro governo e dei suoi alleati per capire, al di là dei discorsi ufficiali, come queste realmente incidono sulle cause delle migrazioni e, se si capisce che qualcosa non va ci si deve impegnare per far cambiare la politica; molti dicono (spesso strumentalmente ed ipocritamente) “aiutiamoli a casa loro”, ebbene chi ha provato a sapere esattamente quanto spendono l’Italia e l’Europa in aiuti internazionali e, unico dato davvero importante, quanto arriva davvero in aiuti concreti e quanto se ne va per mantenere gli apparati che gestiscono queste somme. Molto utile, per comprendere il fenomeno delle migrazioni di massa, è anche sapere come si comportano le imprese italiane ed europee che operano nel mondo: quanto sono orientate al massimo profitto e quanto si adoperano per la salvaguardia e lo sviluppo dei paesi nei quali sono attive, quanto rispettano l’ambiente, che qualità di lavoro offrono alle popolazioni e con quali salari; ovviamente non basta accontentarsi dei dati ufficialmente forniti da queste imprese, ma bisogna informarsi anche da fonti indipendenti. Infine, dovremmo tutti chiederci a quanto siamo disposti a rinunciare dei nostri livelli di consumo affinché materie prime e prodotti provenienti dal mondo siano pagati il giusto e i profitti rimangano in gran parte nei paesi d’origine: pensiamo solo a quanto dovrebbe costare un litro di benzina se il petrolio fosse pagato il giusto o quanto dovrebbe costare un chilo di banane se i braccianti delle piantagioni fossero trattati dignitosamente o a quale dovrebbe essere il prezzo del pesce pescato in maniera da non depredare gli oceani e lasciare il necessario a chi da sempre vive di pesca artigianale… Gli esempi sarebbero infiniti ma la domanda rimane una: cosa siamo disposti a fare noi, individualmente e collettivamente? Se la risposta è “nulla”, rassegnamoci, i flussi potranno solo aumentare.

  7. ci ho pensato spesso! E’ la conclusione è che gli unici favorevoli all’arrivo dei clandestini sono quelli che poi ci speculano sopra!!

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