Delitto da Frank, il complice indiano: non sapevo che Adnan volesse ucciderli

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Prende le distanze dall’omicidio l’amico-complice indiano del killer materiale dei coniugi Seramondi. Sarbjit Singh ha dichiarato di fronte al Gip, all’udienza di convalida del fermo, di non sapere che Adnan volesse uccidere Frank. Mentre il pakistano proprietario del Dolce & Salato ripete di aver ucciso Frank per concorrenza e perché vendeva più di lui – cosa che non convince però gli inquirenti – Singh, assistito dall’avvocato Nicola Mannatrizio, dice di avergli solo dato un passaggio in motorino e di non sapere della presenza del fucile fino al momento in cui il pakistano l’ha tolto dalla custodia e ha premuto il grilletto. 

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  1. Adesso ci manca l’ avvocato buono che richiede subito i domiciliari e che poverino lo difenda perchè non sapeva …………….. ma PER FAVORE smettiamolo di essere presi per il fondo….. !!!!

  2. umorismo indiano ? carico uno dietro in motorino con fucile a canne mozze e non penso a nulla di male ?? lobotomia o carcere a vita per l’umorista mancato ….

  3. Senza entrare nel merito ma perche’ il telegiornale a fronte di due assassini rei confessi perseverano nell andare con i guanti di velluto chiamandoli ” presunti assassini” ???

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