Omicidio da Frank, il Gip convalida il fermo: restano in carcere i due assassini

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Nonostante la confessione, sono ancora tante le questioni rimaste aperte rispetto all’omicidio dei coniugi Seramondi, titolare della celebre pizzeria Da Frank, in Mandolossa. Anzitutto il movente: gli inquirenti non credono che l’omicidio sia stato commesso per la sola ragione concorrenziale, per il fatto che Frank "vendesse di più", anche se questo è quello che continua a ripetere l’assassino materiale dei due, il pakistano Muhammad Adnan, e anche il suo complice, l’indiano Sarbjit Singh, che però afferma di non aver saputo delle intenzioni dell’amico, cioè uccidere, fino all’ultimo.

Altra questione è se esistano dei mandanti di questa esecuzione, che all’inizio, per modalità, aveva fatto pensare alla criminalità organizzata. A rendere complessa la cosa anche il precedente avvertimento con la sparatoria al dipendente di Frank, l’alabanese Corri Arben.

E poi ci sono quegli 800mila euro in contanti della famiglia Seramondi, soldi che erano dislocati tra la casa dei coniugi e quelle dei familiari e dipendenti, sui quali è al lavoro la Guardia di Finanza.  

Infine resta da scoprire il rapporto vero tra il pakistano e Frank. "Dolce e Salato" era stato aperto anni fa da Frank, che poi lo aveva ceduto ad un dipendente, che a sua volta lo aveva dato a pakistano. Resta da capire il perché di tutte queste operazioni. 

Il Gip di Brescia Giovanni Pagliuca ha intanto convalidato il fermo a Adnan e Singh che resteranno in carcere.

ARTICOLO AGGIORNATO ALLE 13.30 

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