Voleva colpire la base di Ghedi: niente trasferimento a Brescia e carcere per Waqas

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Muhammad Waqas, arrestato insieme al complice tunisino con l’accusa di essere un jihadista di voler organizzare un attentato all’aerobase di Ghedi, dovrà restare in carcere. Così ha deciso il Tribunale del Riesame di Milano a cui è stato affidato il caso del giovane pakistano, nelle cui intercettazioni si evince la volontà di colpire in Italia, con un attentato proprio alla base militare di Ghedi.

I giudici del Riesame hanno respinto la scorsa settimana anche la richiesta di scarcerazione del tunisino, anch’esso accusato di terrorismo internazionale. Gli stessi giudici, infine, hanno respinto la richiesta della difesa che aveva chiesto il trasferimento dell’inchiesta a Brescia. Richiesta respinta in quanto il primo accesso al pc è stato effettuato dalla provincia di Milano e la residenza di Briki, il tunisino, era ancora milanese.

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UN COMMENTO

  1. l’importante è che non non li scarcerino con formula piena tra due mesi dicendo che non hanno prove a sufficienza per incriminarli. in questo caso gli abbiamo solo pagato vitto e alloggio per tre mesi

  2. Fra qualche giorno tornano liberi e con permesso di soggiorno pronti ad attuare il loro attentato. Dopo si dirà che erano sotto controllo….

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