Sellero dice sì alla micro accoglienza, la Lega inizia la protesta: inutile e costosa

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La giunta comunale di Sellero ha deliberato di sottoscrivere il protocollo per la "Microaccoglienza diffusa" proposto dalla Comunità montana di Valle Camonica. Una scelta che ha fatto immediatamente alzare la protesta tra le file leghiste. Il primis Severino Damiolini, Consigliere Comunale Lega Nord, che accusa l’Amministrazione di non aver consultato i cittadini – come ad esempio è stato fatto a Cedegolo.

La microaccoglienza prevede l’invio di un munero ben definito di rifugiati, numero che però, in queste ore, rischia di essere superato, vista l’emergenza: a dichiararlo è stato lo stesso Prefetto di Brescia Valenti che ha ammesso che "si dovranno caricare alcune realtà" in quanto "il modello della microaccoglienza segna ormai il passo" perché "l’organizzazione non regge più", sottolineando inoltre la necessità di "trovare nuove strade".

Su questo punto parte la protesta della Lega: "vuol dire che la prefettura è pronta a forzare la mano e a far saltare i criteri attuali di ripartizione sul territorio distribuendo gli stranieri in base alle disponibilità e senza tenere conto dell’incidenza sul numero degli abitanti come invece affermato dai sindaci camuni favorevoli all’accordo", ribadisce Damiolini, caggiungendo che "non è vero inoltre quanto sostenuto dalla giunta di Sellero e dai fautori dell’accordo secondo cui l’accoglienza di questi clandestini non avrebbe costi per i comuni perché  "tanto paga il ministero". Per il solo 2015 infatti, lo stesso ministero ha tagliato proprio al comune di Sellero oltre 95 mila euro di trasferimenti, ovvero l’equivalente del costo annuo sostenuto per mantenere quasi 8 "clandestini/richiedenti"."

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