Export aziende bresciane: cresce del 7,8% nel secondo trimestre del 2015

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Nel secondo trimestre del 2015, rispetto ai tre mesi precedenti, le vendite bresciane di beni sui mercati esteri – secondo il Centro studi di AIB che ha elaborato le rilevazioni dell’Istat – risultano in aumento del 7,8%; gli acquisti dall’estero sono in crescita del 6,4%. Il relativo dinamismo dell’economia locale, insieme alle basse quotazioni dell’euro, sembrano quindi aver favorito le esportazioni bresciane, nonostante la persistente situazione di difficoltà del commercio estero internazionale. Su base tendenziale, invece, nel secondo trimestre le esportazioni crescono del 6,2% e le importazioni del 7,9%. In valore assoluto, ammontano, rispettivamente, a 3.867 e a 2.134 milioni di euro.

Rispetto al primo semestre del 2014, la tendenza positiva delle esportazioni (+4,9%) è superiore a quella rilevata in Lombardia (+2,6%) e leggermente al di sotto di quella dell’Italia (+5,0%); la dinamica delle importazioni (+5,4%), positiva per cinque trimestri consecutivi, è inferiore al dato regionale (+6,4%) e superiore a quello nazionale (+4,7%). La performance delle esportazioni bresciane nei primi sei mesi dell’anno, pari a 7.455 milioni di euro, è la migliore dal primo semestre del 2008 (7.613 milioni), quando tuttavia l’economia risultava caratterizzata da prezzi delle materie prime particolarmente elevati, che gonfiavano quindi il valore delle vendite all’estero.

Tra i settori, l’aumento più significativo delle esportazioni nel primo semestre, su base tendenziale, riguarda: articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+25,6%), apparecchi elettrici (+18,8%), mezzi di trasporto (+18,1%), sostanze e prodotti chimici (+14,2%), macchinari ed apparecchi (+8,2%).

La contrazione delle vendite all’estero di prodotti dell’agricoltura, silvicoltura e pesca (-21,1%), dei prodotti alimentari, bevande e tabacco (-12,8%) e dei metalli di base e prodotti in metallo (-1,8%) contribuisce a frenare la crescita dell’export bresciano.

Tra i mercati di sbocco, i più dinamici sono: India (+42,0%), Regno Unito (+22,7%), Spagna (+21,0%), Stati Uniti (+15,4%) e Turchia (+11,9%). Calano sensibilmente le esportazioni verso il Brasile (-26,6%) e la Russia (-18,6%) e in maniera più contenuta verso alcuni Paesi UE (Francia, Belgio, Germania). A livello geografico, in termini di quote, aumenta l’importanza delle aree: America settentrionale (7,3%), soprattutto per il

tasso di cambio più favorevole, e Asia (10,7%). Risultano, invece, in contrazione le aree: altri Paesi europei (8,1%) e America centro-meridionale (2,8%).

Per quanto riguarda le importazioni, sono in espansione gli acquisti nei settori: articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+48,5%), computer, apparecchi elettronici e ottici (+38,8%), macchinari ed apparecchi (+21,7%), apparecchi elettrici (+15,6%), metalli di base e prodotti in metallo (+11,3%).

Le importazioni di prodotti dell’agricoltura, silvicoltura e pesca (-4,3%), prodotti alimentari, bevande e tabacco (-3,7%) sono in diminuzione.

Gli acquisti di prodotti hanno principalmente coinvolto i mercati di: Russia (+34,7%), Cina (+29,1%), Spagna (+12,8%) e Belgio (+12,3%). Sono invece diminuite le importazioni da: Algeria (-29,2%), Brasile (-28,4%), Stati Uniti (-21,0%) e India (-11,0%). In termini di quote, risultano penalizzate le aree dell’America centro-meridionale (3,0%), dell’America settentrionale (1,5%) e dell’Africa (3,1%), a favore dell’Asia (14,2%) e dell’Europa UE a 28 (+70,1%).

Il saldo commerciale è positivo (+3.315 milioni di euro), in aumento del 4,2% rispetto a quello del primo semestre del 2014 (+3.181 milioni di euro).

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