Hot spot a Montichiari per i profughi, Maroni (Ln): farò le verifiche, ma non sono d’accordo

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"Queste cose le leggo sui giornali, nessuno ci ha coinvolto e non mi pare sia il modo migliore per realizzare interventi di questo tipo". Così il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, in diretta su Canale 5 nel corso della trasmissione "La telefonata" di Maurizio Belpietro, è intervenuto sul piano del Viminale per la creazione di centri profughi nelle Regioni. "Sono giusti, ma non bisogna farli qui bensì in Africa. Due i motivi: primo, per distinguere chi ha diritto alla protezione internazionale e chi no. Secondo, se li si fa qui non funziona perchè le persone scappano, non vogliono farsi riconoscere". Sull’ipotesi di un hot spot a Montichiari, nel bresciano, Maroni ha detto: "Comincio a fare le verifiche per vedere se ci sono tutte le condizioni igienico sanitarie, ma non può funzionare cosi’". 

 

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  1. Bisogna essere degli inguaribili ingenui per credere davvero che la Lega (partito razzista da lunga data, ma un tempo soprattutto contro gli italiani nati sotto la linea del Po) sia davvero un partito di “opposizione”.
    Un paio di giorni fa si è vista, una strana “manovra” di Calderoli in Commissione Affari Costituzionali del Senato. Invece di ritirare le migliaia di emendamenti leghisti al ddl Boschi (la “riforma costituzionale attesa da 70 anni”, ovvero da prima che fosse scritta, secondo i due geni Renzi e Boschi) e costringere i renziani a chiedere il voto in Commissione (dove sono in minoranza), aveva “stranamente” tenuto fermo il suo presunto ostruzionismo, favorendo così la richiesta governativa di bypassare la Commissione stessa e andare subito in aula. Naturale quindi, il sospetto che tanta “ingenuità” procedurale, in un vecchio marpione come l’odontotecnico votato alle riforme elettorali e costituzionali, fosse una pedina di scambio con i renziani: io vi lascio fare i vostri comodi sulla riforma, ma voi evitate di mandarmi a giudizio per “istigazione all’odio razziale”. Era infatti in attesa che il Senato votasse l’autorizzazione a procedere per insulti all’ex ministro Kyenge (definita “orango”), con l’aggravante appunto di “istigazione all’odio razziale”.
    Il PD, senza quasi alcuna eccezione. Ha votato compattamente NO all’autorizzazione per il reato vero (l’istigazione…), mentre ha mantenuto “la fermezza” sul più risibile reato di insulti (che andrà probabilmente in prescrizione in un batter d’occhio). Cambiale pagata, come tra vecchi uomini d’onore. Il soddisfattissimo ex ministro delle “semplificazioni” (vi sarete accorti della sua efficace azione, immagino…) ha accolto con vibrante indignazione l’autorizzazione a procede glissando elegantemente sulla copertura ricevuta da Renzi & co. Subito dopo, infatti, è ricorso a un algoritmo per moltiplicare il numero degli emendamenti leghisti e farli diventare milioni. Cosa che, al contrario di quanto vorrebbe significare, è un altro favore a Renzi. Se ne presenti milioni o migliaia, infatti, non stai pretendendo di discuterli, ma solo di farti vedere. Di questa pasta è, insomma, l'”opposizione” di Salvini & co. Camerati di Casa Pound compresi… Chiacchieroni in vendita a un tanto al chilo.

  2. E’ il solito giochetto dell’italietta postunità. Per non cambiare gli equilibri di potere, le forze politiche trattano, a scapito della povera gente. Dallo scandalo della banca romana di fine Ottocento, con le precedenti speculazioni edilizie a Roma del dopo Porta Pia, agli scandali prima della Grande Guerra, a quelli del fascismo, al secondo dopoguerra con tangentopoli e company, agli attuali. Popoli italiani merce di scambio e penisola depredata per interessi personali…

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