Pallanuoto, l’An Brescia pareggia in Champions League contro l’Osc Budapest

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Ancora una performance tutta carattere e voglia di affermarsi: nel secondo incontro della seconda fase di qualificazione ai preliminari di Champions League, l’An Brescia pareggia 8 a 8 (0-1, 1-1, 4-3, 3-3, i parziali) contro l’Osc Budapest, al termine di una sfida decisamente spigolosa, diretta in maniera poco convincente dalla coppia arbitrale, in particolare dal tedesco Bender. Come successo ieri, i ragazzi di Sandro Bovo partono un po’ contratti e, per circa un tempo e mezzo, faticano a trovare la via del gol; in ogni caso, determinazione e fiducia nei propri mezzi non vengono mai meno e, nel cruciale terzo periodo, riescono a riportare in equilibrio il match, dimostrando di saper contenere con efficacia il gioco molto fisico degli ungheresi. Nell’ultimo quarto, le calottine bresciane allungano nel punteggio andando sul più 3, ma, la continua pioggia di espulsioni a sfavore e, soprattutto, il rigore fischiato a 15 secondi dalla sirena, a favore dell’Orvosi, portano la partita alla definitiva parità. Davanti alla seconda squadra d’Ungheria, l’An ha fatto valere le proprie qualità, evidenziando una condizione in continua crescita, con un amalgama che si fa sempre più solido e di livello: i presupposti per avere la meglio sui francesi del Montpellier – e, di conseguenza, passare il turno -, ci sono, e, dunque, non rimane che aspettare domattina.

«Nonostante l’eccessivo nervosismo – afferma il presidente, Andrea Malchiodi -, abbiamo disputato una più che buona partita: siamo stati superiori ai vice campioni d’Ungheria, e solo un rigore nelle ultimissime battute, ci ha negato la vittoria».

«All’inizio – questo il commento di coach Bovo -, abbiamo faticato in attacco, poi ci siamo sbloccati. Azione dopo azione, il match si è incattivito, gli arbitri, forse, non hanno controllato come avrebbero potuto, però noi abbiamo retto la fisicità degli avversari e, sinceramente, il pareggio ci va stretto. Ma va bene così, il percorso è lungo e, già domattina, dovremo recuperare il massimo della concentrazione».

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