Brebemi replica alle accuse di flop: crescita del 110%, ma servono anni per i risultati

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Di fronte ai numeri sul transito ( (13.205 transiti al giorno al giugno 2015) resi noti dal sito Aiscat Brebemi si difende: “La A35 viene settimanalmente utilizzata da circa duecentomila veicoli, con una punta di 38.500 veicoli raggiunta lo scorso venerdì 18 settembre. Rispetto ai primi mesi successivi all’entrata in esercizio dell’autostrada l’incremento dei transiti è stato pari a circa il 110%”, si legge in una nota di Brebemi Spa, che contrattacca i titoli da “flop” dei media: “non può infine non evidenziarsi come alcune testate giornalistiche non tengano debitamente conto del fatto che la A35 è una infrastruttura di nuova realizzazione e, come noto agli esperti del settore, occorrono diversi anni affinché un nuovo collegamento autostradale possa andare a regime”.

Brebemi si difende anche dalla notizia dei 320 milioni di soldi pubblici che verranno versati nelle casse dell’A35: “La Brebemi è stata interamente realizzata con capitale privato; i lavori di realizzazione dell’autostrada hanno assicurato per il periodo 2010-2015 evidenti benefici sulla fiscalità generale. Si fa spesso riferimento a contributi pubblici che la A35 non ha mai ricevuto. Piuttosto, in pendenza del riequilibrio del PEF è intervenuta la Legge n. 190 del 23 dicembre 2014 (c.d. Legge di Stabilità 2015) che ha previsto, all’art. 1, comma 299, che «è istituito nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti un fondo con una dotazione di 20 milioni di euro annui per il periodo dal 2017 al 2031, finalizzato prioritariamente alla realizzazione di opere di interconnessione di tratte autostradali per le quali è necessario un concorso finanziario per assicurare l’equilibrio del Piano economico e finanziario. Ebbene, attraverso tali contributi verrà assicurato il miglioramento dell’accessibilità alla viabilità autostradale, in particolare attraverso la realizzazione della Interconnessione diretta con l’Autostrada A4 a Brescia Ovest, nonché il decongestionamento della rete esistente”.

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UN COMMENTO

  1. e’ troppo troppo cara , portatela ai prezzi della A4 e vedrete che il traffico aumentera’.p.s. pure la metro di Brescia e’ un flop , per ammortizzare servono almeno 90 anni

  2. Ci vorranno anni. Anni e anni di ulteriore saccheggio delle casse pubbliche per evitare il fallimento, altro che “capitali privati”. La logica dei nostri “prenditori” è sempre la stessa: se c’è da guadagnare ci si imbertano le palanche, se gli affari vanno male si fa pagare a Pantalone.

  3. Carissima la Brebemi. Ma il problema non sono le tariffe. se fossero abbassate forse drenerebbe un po’ di traffico della A4, ma il bilancio rimarrebbe lo stesso: un po’ meno di là, un po’ più di qua. Il problema è la sua totale inutilità in senso assoluto, è sono i danni incalcolabili prodotti alla pianura con il consumo di suolo che non produrrà più alcun prodotto agricolo e nessun reddito per sempre. Una vergogna di cui andare ben poco fieri.

  4. E’il caso che si cominci ad analizzare seriamente e nei dettagli tutta la vicenda di questo flop annunciato. Partendo magari proprio dalla fine, cioè dall’attuale destinazione di quei 360 milioni di euro di denaro pubblico buttati via semplicemente perché i cosiddetti soci privati (in primis Banca Intesa San Paolo che ha già annunciato il proprio disimpegno totale) si erano garantiti sin dal’inizio, con l’indiretto coinvolgimento del Ministero del Tesoro, di fronte ai rischi di un disastro operativo dell’infrastruttura. Da vergognarsi, Bettoni in testa a tutti, di aver spacciato la realizzazione come esempio di opera totalmente finanziata con risorse private.

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