Il sindaco democratico di Rezzato fa sgomberare il campo rom con le ruspe

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Il sindaco di Rezzato entra nel campo rom con le ruspe e lo fa sgomberare. Ha scelto il pugno di ferro Davide Giacomini e dopo due decenni di lotte a suon ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato, ora il Comune ha deciso di agire. C’è da dire che la legge è dalla sua parte, come è lo stesso sindaco a spiegare al Corsera di Brescia. “ l Comune ha mantenuto una linea ferma nel segno della legalità. Dopo anni di controversie giudiziarie, appena si è concretizzata la possibilità, giuridicamente fondata, di entrare in possesso del terreno, il Comune ha operato in tal senso. Per evitare successive occupazioni abusive è stato delimitato con un’escavazione il terreno in oggetto. Non è in atto alcuna discriminazione, a fronte di una situazione di illegalità il Comune ha il dovere di intervenire a tutela di tutti i suoi cittadini che rispettano le regole del vivere comune”.

La vicenda sulla destinazione del campo è datata è complessa. In sostanza le famiglie rom hanno acquistato l’area vent’anni per poi insediare le roulotte, ma nessun piano regolatore ha mai previsto la residenzialità su quel campo. Da qui una lunga serie di battaglie legali e la svolta di queste ultime ore, con le ruspe che entrano nel campo per sgomberarlo e renderlo inaccessibile.

Le 11 famiglie che vivevano lì però, si sono spostate solo di poche centinaia di metri. Il campo a fianco, di loro proprietà, è diventato il loro nuovo accampamento, anche se non sono mancati momenti di tensione tra i capiclan nomadi e gli esecutori dello sfratto. Il sindaco Giacomini però, data la presenza di 19 minori nel campo, ha precisato che per loro il Comune continuerà a garantire tutto il supporto scolastico: “ Perché ci sia integrazione è doveroso pretendere il rispetto delle leggi, del lavoro altrui e dell’ambiente. Senza questi prerequisiti non sarà mai possibile un’integrazione. Certamente la scuola gioca e giocherà per le giovani generazioni un ruolo fondamentale che deve essere ulteriormente valorizzato e sostenuto”.

Quel che è certo è che le polemiche, specie di carattere politico, sono dietro l’angolo Nel 2006 quando l’allora sindaco leghista di Chiari Mazzatorta aveva sgomberato un intero campo sinti era scoppiato un putiferio.

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  1. I leghisti quando sgomberano con le ruspe brindano come rozzi vincitori su un campo di battaglia. Le 11 famiglie restano a Rezzato ed il Comune garantisce comunque l’assistenza necessaria ai fini di della maggiore integrazione sociale.

  2. Sai, il rozzo modo padano forse ti dà fastidio a te sinistro radicalchic, ma è l’espressione di un popolo che è esasperato dalle continue invasioni. Rozzi erano e sono anche i modi di chi si esprime con la lingua madre, il dialetto, il verbo, ma sono modi molto diretti per esprimere un’opinione che invece 150 di unità ha cercato di cancellare per imporre modi dolci e gentili per non dire nulla e non risolvere niente!

  3. Btravo sindaco! Ora attendiamo la stessa determinazione nel contrastare qualsiasi abuso commesso da chiunque sul territorio di Rezzato, dalla verandina abusiva all’azienda che inquina. Ruspa avanti tutta e pietà l’è morta. Certo, se l’unica azione risoluta dovesse restare questa, ci troveremmo di fronte all’ennesimo caso di quaquaraquà paraleghista che grufola a caccia di facili consensi.

  4. Ma secondo te ci sarà tolleranza zero a 360 gradi su ogni abuso? Ma vivi su Marte? E’ già tanto quello che ha fatto. Certo se va su quella strada ben venga. Ma da qui a pensare che intervenga in ogni caso mi sembra fantarealtà.

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