Tensione davanti alla Remog di Rezzato: presidio per fermare lo svuotamento dei macchinari

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Notte di tensione davanti alla Remog di Rezzato, azienda rilevata dalla multinazionale tedesca Wegmann e svuotata delle sue attrezzature più importanti durante la chiusura estiva. Attorno alle 22 di ieri, come fa sapere la Cisl in un comunicato, sono arrivati ai cancelli della fabbrica diversi camion per completare il prelievo e il trasferimento dei macchinari negli stabilimenti in Germania. I lavoratori, che al rientro dalle ferie si sono ritrovati con la lettera di licenziamento e che da allora insieme alla Fim Cisl bresciana danno vita ad un presidio della fabbrica, hanno impedito l’operazione.

 

Alle minacce degli incaricati dell’azienda i lavoratori hanno risposto con estrema fermezza. “Si tratta di una forzatura assurda e inaccettabile – spiega dal presidio Daniela Pedrali della Segreteria provinciale dei metalmeccanici Cisl – messa in atto dalla multinazionale nel momento più delicato della trattativa sulla messa in sicurezza dei 26 lavoratori per i quali è stata avviata la procedura di mobilità”.

Il riferimento della sindacalista è all’incontro avvenuto proprio ieri in Regione, dalla quale è venuto alla multinazionale un richiamo forte alla responsabilità sociale verso i lavoratori.

“Sappiamo bene che la decisione della Wegmann non è reversibile – conclude la Pedrali – ma si tolgano dalla testa l’idea di poter completare i progetti di trasferimento delle attrezzature senza un accordo vincolante sugli ammortizzatori sociali da attivare per i lavoratori e l’adeguato finanziamento dei percorsi di accompagnamento dei dipendenti per la ricerca di nuova occupazione”.

In questo momento attorno alla fabbrica sembra essere tornata la calma, ma Fim Cisl e lavoratori hanno deciso di rafforzare ulteriormente il presidio.

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