Pensioni, Forza Italia distribuisce i moduli per fare class action all’Inps

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Forza Italia è pronta a una class action contro l’Inps. Ad annunciarlo sono stati in una conferenza stampa il segretario Enrico Mattinzoli, il responsabile nazionale dei seniores Enrico Pianetta e quello locale Roberto Toffoli.

Con una sentenza la Corte costituzionale ha sancito l’obbligo per il governo di rimborsare i pensionati per la mancata rivalutazione delle pensioni negli anni 2012 e 2013. Ma il governo Renzi ha emanato un decreto legge che “vanifica la sentenza della Corte”. Di qui la decisione di scendere nelle piazze di 18 Comuni bresciani per distribuire un modulo prestampato con cui i pensionati bresciani possono chiedere all´Inps gli arretrati, pena la diffida e la messa in mora dell’ente. Nella provincia i gazebo verranno allestiti tra sabato 10, domenica 11 e sabato 17 ottobre.  

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UN COMMENTO

  1. Quanta propaganda e politica del dare al popolino. Ma vi rendete conto che il sistema pensionistico è e sarà sempre di più insostenibile per aver pagato pensioni con sistemi, il retributivo, che creavano debito pubblico, fuoriuscita di gente a 50 anni dalle aziende con almeno trent’anni di pensione, quasi quanto il periodo lavorativo e a volte di più, babypensioni a quarant’enni. Tutto ciò lo pagano le generazioni dei giovani e dei quaranta cinquantenni senza prospettive di lavoro e senza pensioni. Per non parlare poi delle megapensioni a politici e dirigenti. Bisogna ripristinare per tutti il contributivo e mettere un minimo vitale per tutti, altrimenti ci sarà la guerra civile.

  2. Forza Italia con il sostegno dato al Governo Monti ha costretto centinaia di miglia di lavoratori in condizioni da esodati e ridotti al lavoro dopo 40 anni di contributi versati o con più di 60 anni di età, squilibrando così le sorti delle nuove generazioni in cerca di prima occupazione ed ora, ipocritamente si mettono a fare i paladini dei pensionati. Chi credono di avere a che fare, dei soliti polli che per anni si sono serviti per tenerli alla mensa del potere?

  3. Non andiamo a dare colpe a chi non ne ha: la riforma Fornero è stata ancora dolce, rispetto ai danni creati dai governi cattocomunisti degli ultimi 40 anni. Non sono stati loro a mandare in pensione la gente a 40 anni come babu, o a 50 anni regalando anni, e mandando tutti col retributivo e ultime retribuzioni, per favore.

  4. Governi cattocomunisti degli ultimi qurant’anni ? Pregasi elencare dal dopoguera ad doggi il numero di anni in cui i comunisti sono stati al Governo. Ah, forse cattocomunista è invece sinonimo di democristiano, perchè l’unica traccia indelebile di governo del Paese l’hanno lasciata loro, i democristiani con tanto di croce mascherata nel simbolo del partito. E poi sventura vuole che la Legge cardine dei baby-pensionati porti sì il nome del mitico Andreotti, ma anche quella di un liberale autentico come Malagodi. In quanto allo sfascio finale con l’impennata del debito pubblico la storia vuole che fosse opera del trio Carxi-Andreotti-Forl ani, un socialista e due democristiani (che fa pure rima…)

  5. Quindi vedi che sono i governi del passato? A parte le astensioni del Pci all’epoca del governo di unità nazionale. E poi gli eredi del Pci dove sono andati? Leggi ingiuste che hanno penalizzato le generazioni dopo. E mi sembra che ai tempi il Pci non dicesse queste cose… Faceva comodo anche a loro andare in pensione baby, e quanti ce ne sono stati di kompagni…

  6. I comunisti in Italia hanno avuto qualche responsabilità ma solo nel non alzare la voce quando, a un certo punto, erano votati da quasi un terzo degli italiani. Il potere (quello che logora chi non ce l’ha come diceva Andreotti) fu saldamente in mani democristiane dal dopoguerra in poi fino all’avvento di Berlusconi. Definirli governi cattocomunisti è una fregnaccia che farebbe oggi divertire le decine di capi di Governo scudocrociati che montarono e smontarono più volte l’Italia tra le benedizioni del Vaticano, le direttive impartite dagli Stati Uniti d’America e mezza Italia lasciata tranquillamente in mano alla criminalità organizzata.

  7. Visto che negli anni ’60, ’70 e ’80, ahimè, ero già adulto, ricordo sommessamente che all’epoca in cui venivano fatte queste leggi che hanno creato il debito pubblico, il PCI “si limitava” solo a protestare perchè era ancora troppo poco, e magari organizzare manifestazioni contro lo sfruttamente del proletariato!!!!

  8. Fare una Class Action contro L’inps per arrotondare la pensione a chi già incassa molto più di quanto versato, va bene perchè fà più scalpore. Ne contempo, si accetta di allungare i tempi di andata in pensione (vedi legge Fornero). Bene andiamo avanti così, tanto, quando i giovani di oggi (che non trovano lavoro) si accorgeranno delle loro pensioni da fame, i Politici e i Giudici di oggi non ci saranno più.

  9. Il PCI era “troppo poco” ? Anni ’60: nel 1963 aveva il 25,26%, nel 1968 aveva il 26,90%. Anni ’70: nel 1976 aveva il 34, 37%, nel 1979 il 30,38%. Anni ’80: nel 1983 aeva il 26,89%, nel 1987 aveva il 26,57%. Una media di 10 milioni di elettori: alla faccia dello scarso consenso. Con gli stessi numeri la Democrazia Cristiana governò ininterrottamente per quarant’anni…

  10. le zecche rosse pensano ancora d’essere ai tempi di baffone e del servo togliatti, quando potevano manipolare e falsare la verità:da compatire….

  11. Il debito pubblico partì a razzo per finanziare le opere pubbliche (tra cui centinaia di “cattedrali nel deserto”) ad un costo per lo Stato mediamente superiore del 50% rispetto a quello effettivamente da sostenere. Quel 50% erano tangenti (cioè appunto importi incrementativi di appalti pubblici) pagate direttamente ed in gran parte ai componenti del pentapartito (DC, PSI, PSDI, PRI e PLI) e indirettamente al PCI tramite commesse assicurate alle coseidette Cooperative Rosse. Così fu pagato il silenzio connivente del PCI, cioè di chi al potere in Italia non c’era e non ci sarebbe mai stato (niet di USA e Vaticano).

  12. L’altra metà da dove arriva? Ma allora l’Inps non è in deficit? Il pagamento delle babypensioni, di quelle al retributivo, dei cinquantenni degli anni Ottanta andati in pensione con nemmeno 35 anni di contributi (e molti regalati), in pensione da trent’anni, dei fondi speciali per ferrovieri, elettrici, telefonici, ecc. di cui ad alcune finanziarie dell’epoca fatte ad hoc per loro, e le pensioni d’oro non hanno creato debito pubblico? Allora le generazioni di oggi non hanno da preoccuparsi di nulla?

  13. Il governo Moro, per esempio, non era cattocomunista? Il vittimismo comunista impera sempre… Se fossero stati veramente opposizione avrebbero fatto ostruzionismo su queste leggi sulle pensioni che hanno distrutto il paese. Invece, siccome faceva comodo anche a loro, zitti e via ad approfittarsene tutti. Il futuro poi non sarà un problema nostro, come sempre fanno i comunisti, attenti solo a portare via nell’immediato e a mai pensare al futuro. Certo, sono sempre stati i primi a non credere nè a Dio nè alla famiglia. L’hanno sempre distrutta. Quanti che votavano Pci hanno usufruito di queste leggi? Una marea. Quindi le ritenevano giuste, già giuste per loro. Per figli e nipoti chi se ne frega… Con questo comunque grandi colpe e grandi responsabilità a democristiani, socialisti e vaticano… In che mani eravamo….

  14. Che c’entrano i fascisti? Vuoi vedere che è colpa loro anche del debito pubblico e delle babypensioni? Ma i fascisti non erano dalla parte di chi ha i soldi e quindi non dei lavoratori, tanto martoriati dal padrone, dal decidere di andare prima in pensione? E poi nei posti pubblici sappiamo che c’era la lottizzazione dc, psi e pci, quindi un fascista come poteva entrare?

  15. Spiace constatare che la storia sia letta poco e male nei fatti, ovvero fraintesa o peggio ancora strumentalizzata. Prendetevi gli atti parlamentari del quarantennio democristiano repubblicano e del pentapartito al Governo per otto lustri. Poi ditemi come votava in Parlamento il Partito Comunista all’opposizione con un consenso oscillante tra il 27% ed il 34% dei consensi (dieci milioni die elettori) e come votava lo sparuto drappello di fascisti del Movimento Sociale Italiano. Poi ci risentiamo con i commenti…

  16. Sono tutte invenzioni democristiane, proseguite con i socialisti. Dagli anni Cinquanta c’è sempre stato il tentativo di comperare voti da parte della Dc con lo strumento delle provvidenze e delle pensioni ai pubblici. Non ho mai sentito però gridare allo scandalo il Pci, spiegare cosa avrebbe comportato per le generazioni future questo scempio delle baby e delle pensioni di anzianità con retributivo. E soprattutto non li ho mai sentiti dire ai lavoratori lavorate di più perchè è giusto, altrimenti i conti si squilibriano perchè prendete una pensione che non meritate. Erano tutti d’accordo insomma, faceva comodo a tutti scaricare su altri il peso previdenziale e quindi sono tutti responsabili. Un po’ come oggi: arriva la Fornero (in grave ritardo) a fare una timida riforma che colpisce in pieno gli esodati e tutti addosso. Nessuno che spiega le ragioni di siffatti provvedimenti. Troppo impopolare?

  17. Sul Msi, era la continuazione della politica assistenziale della Repubblica di Salò, allargare lo stato sociale. Quindi favorevoli a comperare i consensi… D’altronde il fascismo prima era un regime dove aveva attuato una politica d’intervento statale e di stato sociale seconda solo all’Urss, perciò, i successori, non solo quelli di Salò, ma anche dopo la guerra hanno continuato su quella strada dell’allargamento della spesa pubblica e dello stato sociale. I comunisti si sarebbero comportati diversamente?

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