Università di Brescia, 75 nuovi dottori di ricerca per tornare a credere nella scienza

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Si è svolta ieri sera, nell’Aula Magna di Medicina dell’Università degli Studi di Brescia, la cerimonia di proclamazione dei dottori di ricerca. Consegnati 75 diplomi di cui 40 afferenti alla macroarea di Ingegneria, 30 alla macroarea di Medicina, 3 alla macroarea di Economia, 2 alla macroarea di Giurisprudenza.

«Certificare la fine di un percorso di studi – ha dichiarato il Rettore, prof. Sergio Pecorelli – è sempre emozionante, specie se, come in questo caso, il percorso di studio che si conclude è riferito al il terzo livello, vale a dire il massimo che si può raggiungere dal punto di vista dell’istruzione universitaria. Purtroppo l’Italia, nel contesto europeo, si colloca in una posizione di coda rispetto al numero di dottori di ricerca. Eppure, diventare dottori di ricerca non significa solamente specializzarsi in una determinata specialità ma acquisire la metodologia della ricerca».

Presente alla cerimonia, insieme al Rettore, ai coordinatori di dottorato, ai Delegati del Rettore, ai Direttori di Dipartimento e al prof. Giuseppe Novelli, genetista e Rettore dell’Università Roma “Tor Vergata”, la prof.ssa Elena Cattaneo, Senatore a Vita, Direttore del Laboratorio di Biologia delle Cellule Staminali e Farmacologia delle Malattie Neurodegenerative presso il Dipartimento di Bioscienze dell’Università degli Studi di Milano.

«Sapete cosa stiamo celebrando oggi?» – ha domandato la Prof.ssa Cattaneo ai dottori di ricerca, nel corso della sua Lectio Magistralis dal titolo “Il semplice coraggio di tornare a credere nella Scienza, in Italia”. «Oggi celebriamo la fortuna di essere nati in questo Paese, per la possibilità che ci é stata data di studiare. La conoscenza è un deserto da conquistare; il terreno del confronto delle idee per il valore delle idee. Voi dottorati avete studiato sì per voi stessi, ma è anche e soprattutto per il ruolo pubblico al quale siete chiamati: avete il dovere di contrastare chi smantella la realtà. A guidarci deve essere sempre e solo la scienza: i fatti non la paura».

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