Licenziato dipendente disabile alla Rothe Erde di Visano: lavoratori in sciopero

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E’ stato licenziato dopo che il suo lavoro come addetto alle pulizie è stato rimpiazzato da una ditta esterna. Il protagonista è un (ex) dipendente disabile della Rothe Erde Metallurgica Rossi di Visano, dove proprio in queste ore i lavoratori stanno manifestando fuori dai cancelli dell’azienda in segno di solidarietà con il collega licenziato.

All’interno della Metallurgica Rossi dovrebbero esserci nove dipendenti appartenenti alle categorie protette, ma da quanto scrive il Giornale di Brescia sembrerebbe che ne siano rimasti solo tre.

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UN COMMENTO

  1. Quelli che dicono -prima gli italiani- in qs momenti non li trovi MAI. Trovi invece quelli che difendono i poveri ed i deboli, italiani o stranieri che siano. Solidarietà al lavoratore licenziato: una vergogna.

  2. Cioè la gente comune. E aggiungo che non trovi magazzini 47, diritti per tutti, sindacati, caritas e chiesa. Anzi quest’ultima quando gli fa comodo licenzia come ha fatto questa ditta e senza ripensamenti. Licenzia per riassumere chi vuole lei. Perciò meditate gente, meditate

  3. Non sai di cosa parli. Lo sciopero e la protesta sono stati promossi dalla Fiom. Il rappresentate sindacale della Fiom in azienda si chiama Nafouti Chafik ed é tunisino. Ecco chi difende gli italiani !

  4. A parte il fatto che l’articolo non lo riportava. Che il sindacalista della Fiom, straniero, e qui la dice lunga sulla militanza cgil, difenda un italiano mi pare giusto e in linea con le vostre idee di non razzismo. Oppure doveva difendere solo stranieri? Tralaltro la polemica prima gli italiani l’avete innescata voi in questo caso. Per me straniero o italiano quando c’è un lincenziamento ingiusto, il licenziamento è ingiusto, non è la persona licenziata. E non sono di sinistra…

  5. Ti rode proprio che a difendere un italiano ci siano anche stranieri eh? Il mondo non si divide tra stranieri e non stranieri, ma tra sfruttati e sfruttatori. Solidarietà tra gli sfruttati !

  6. Siamo molto preoccupati per l’accanimento mostrato dall’azienda nei confronti del personale disabile – spiega Nafouti Chafik della Fiom -. Siamo di fronte ad un caso di licenziamenti illegittimi e di discriminazione. Già nel 2013 i lavoratori assunti in collocazione protetta erano in numero inferiore rispetto a quanto stabilito dalla legge, avrebbero dovuto essere 9 e non 8. In quell’occasione la ditta ha sentenziato che gli costava meno pagare la penale, piuttosto che pagare un disabile. Ad aprile del 2015, quando ci siamo seduti al tavolo per firmare il contratto di solidarietà, i vertici dell’azienda hanno dichiarato ufficialmente che non volevano avere persone con problemi fisici perché non si occupano di assistenza sociale. Chi è rimasto a casa aveva una disabilità superiore al 50%, ma è sempre riuscito a svolgere le mansioni assegnato.

  7. Non mi rode assolutamente. Dico solo che tanti italiani purtroppo non credono più al sindacato perchè ha dimostrato troppe volte di non difendere i lavoratori e di farsi gli affari propri. Adesso la tentano con gli stranieri che ancora gli credono. Un licenziamento ingiusto è ingiusto per tutti i lavoratori, comprese le badanti, tanto sfruttate per l’egoismo di tanti italiani, per esempio…

  8. Questi comunque sono i primi effetti del jobsact, voluto dalla sinistra. Adesso puoi monetizzare tutto, e quindi via con la monetizzazione delle ingiustizie. Puoi licenziare come vuoi, basta pagare. In più ti puoi permettere di assumere chi vuoi, visto l’alta disoccupazione e le difficoltà di trovare un lavoro. L’offerta di manodopera è alta, quindi si sceglie chi costa di meno, gli stranieri (anche perchè pretendono sempre meno diritti), quindi via a smantellare i diritti dei lavoratori, i lavoratori italiani e via con manodopera straniera che, inevitabilmente farà comodo anche al sindacato da impiegare come crede. L’italiano ha già sperimentato quanto vale il sindacato. Quindi spazio ai nuovi schiavi: gli stranieri.

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