Mottinelli a Roma chiede il fisco agevolato per i comuni montani

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Rivedere e rendere più attuabili le norme che prevedono l’associazionismo dei Comuni e la gestione associata delle funzioni, difendere i servizi come poste, scuole, trasporti, modernizzandoli grazie all’agenda digitale, consentire ai Comuni autonomia tributaria ed eliminare a partire dai centri con meno di 5000 abitanti il Patto di stabilità, attuare sui territori i provvedimenti del Collegato ambientale e la strategia aree interne.

Sono questi i temi principali discussi ieri a Roma nella prima riunione della Commissione Montagna dell’Anci – coordinata dal neopresidente Pier Luigi Mottinelli – e riunita insieme alla Consulta Anci Piccoli Comuni e al Coordinamento Unioni di Comuni. Un intenso dialogo tra cinquanta Sindaci e Amministratori di tutt’Italia sulle sfide politiche e istituzionali dei territori, grazie a una migliore e concreta interazione tra tutti i soggetti rappresentativi delle realtà locali. "In questa complessa fase di trasformazioni politica – spiega Mottinelli, presidente della Provincia di Brescia, già sindaco di Cedegolo e oggi consigliere comunale – occorre quanto mai agire uniti sul Governo e sul Parlamento con precise richieste che verranno espresse anche all’Assemblea Anci di Torino, dal 28 al 30 ottobre.

La prima istanza riguarda le gestioni associate intesa come rafforzamento della governance locale dei Comuni. L’incompiuta riorganizzazione nazionale dell’associazionismo comunale determina situazioni di profonda incertezza, di difficoltà anche per quegli Amministratori che più credono nella coesione, nel lavoro da fare insieme andando oltre ogni campanilismo e costruendo nuovi fronti di interazione e processi associativi che devono essere incentivati e sostenuti sul piano pratico, organizzativo, della semplificazione. Al centro ci devono essere le persone che vivono e lavorano nei territori marginali, montani e rurali". Obiettivi condivisi con Massimo Castelli, coordinatore Piccoli Comuni per Anci, e Dimitri Tasso, coordinatore delle Unioni e gestioni associate. Sul Patto di Stabilità siamo convinti che il superamento sia necessario e determinante per il bene del territorio, escludendo ad esempio i Comuni compresi nelle Unioni, in particolare per investimenti relativi all’edilizia scolastica e alla prevenzione del dissesto idrogeologico".

La Commissione Montagna ha ribadito la contrarietà al piano di riorganizzazione di Poste, anche nelle parti che toccano la consegna della corrispondenza a giorni alterni per 5.300 Comuni italiani, i più piccoli e marginali. "Oltre alla difesa dei servizi, tra cui scuole, trasporti, sanità, senza se e senza ma – ha evidenziato Mottinelli – dobbiamo operare per la promozione dello sviluppo locale. In questa direzione, saranno fondamentali i contenuti del Collegato Ambientale alla Legge di Stabilità, che diventerà a breve legge, e la Strategia Aree Interne. Abbiamo un grande lavoro da fare, per ottenere la defiscalizzazione dei territori montani e consentire investimenti che determino un ‘ritorno’ di famiglie e imprese, una migliore qualità della vita, il riequilibrio dei costi che chi vive in montagna ha in più rispetto a chi risiede e lavora in città".

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