Tensione al picchetto contro lo sfratto di due famiglie pachistane in via Trento

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Forte tensione con intervento di tre pattuglie dei Carabinieri venerdì 9 ottobre nel primo pomeriggio in via Trento, 5 a Brescia. Dalle 8 del mattino un altro muro popolare del Movimento di lotta per la casa di Brescia si era costituito per bloccare uno sfratto giunto al quarto accesso. La proprietà, il Seminario diocesano vescovile, chiedeva lo sfratto delle famiglie di due fratelli pachistani, con 5 minori, di cui uno disabile.

Attualmente solo uno dei due uomini lavora come operaio in un magazzino di formaggi con un contratto precario a tempo determinato che scade a dicembre. Con la sua busta paga di 1200 euro non riesce a pagare un affitto di 700 euro e per questo più volte i due fratelli hanno chiesto alla proprietà di ridurre il canone che però non ha mai acconsentito.

Attorno alle 13.50 sono arrivati in via Trento tre equipaggi dei Carabinieri intenzionati a eseguire lo sfratto. Davanti a loro le famiglie sotto sfratto, un vicino di casa solidale – poi identificato – e un alcuni attivisti del picchetto che era in corso ormai da sei ore.

Dopo diversi momenti di forte tensione, e all’arrivo di numerosi altri solidali, i Carabinieri hanno desistito dall’entrare nell’abitazione per eseguire lo sfratto. Dopo la loro ripartenza, i solidali presenti hanno ottenuto un rinvio al prossimo 14 dicembre.

Intanto in mattinata a Prevalle attivisti del Collettivo Gardesano Autonomo hanno bloccato lo sfratto contro Soukaina, sua madre e la sorellina. Ottenuto un rinvio al 7 novembre.

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UN COMMENTO

  1. Abito a due passi da questa casa e ho visto tutta questa messainscena ignobile : un gruppo di SOLI EXTRACOMUNITARI e solo un bresciano fra questa gente che faceva il picchetto . E’ chiaro che ormai noi bresciani siamo ostaggio di questa gente pagata per fare i picchetti !

  2. Pagata da chI? Per te é impensabile che esista la solidarietà umana tra le persone. Una famiglia messa per strada non ti fa ne caldo ne freddo: ce l’hai un cuore?

  3. Complimenti a chi non si fa intimidire da armi e divise. Resistere alle ingiustizie è un dovere, prima ancora che un diritto. E a chi ciancia di “gente pagata” consiglio una bella insaponata alla bocca se non è in grado di provare quel che afferma.

  4. Ma il seminario diocesano vescovile non si accorge che queste persone, come tanti altri italiani tralaltro, hanno bisogno? Monari: predichi l’accoglienza e poi sfratti la gente, e poi extracomunitari che dici di proteggere?

  5. Come puoi accogliere profughi e clandestini e poi sfrattarli? Certo per questi prendi i soldi, e spero che come per gli albergatori, anche tu non venga pagata. Quando non ti pagano gli altri, li sbatti fuori senza pietà? Ma ci sono poveri e poveri, allora?

  6. Ma quante sono le parrocchie che hanno accolto l’appello di Monari? 2, 3? E questi che sfrattate, non vi vergognate? Due pesi e due misure?

  7. Ahhhhh ahhhhhh ahhhhh. …come la mettiamo. ..I compagnucci che si arrabbiano con i loro nuovi amichetti? !? Tutti a casa del capetto del magazzino. …Compreso il vitto!

  8. Perchè questi pakistani li sfrattate mentre accogliete senza far pagare affitto profughi e clandestini dal resto del mondo? Incoerenti come sempre, voi di chiesa oltre che incapaci.

  9. Padre Toffari, dove sei, non li difendi questi? Appena quelli delle gru o quelli dove deve rispondere lo stato o il comune? Quando rispondete voi che fate? Peggio di loro. Due pesi due misure.

  10. Adesso è moroso, ma il pakistano pagava 700 euro al mese di affitto al Seminario Vescovile Diocesano per un appartamento di quanti locali ? E in quanti ci abitavano, visto che si accenna a cinque minori di cui uno disabile. Semplici approfondimenti di premessa “evangelica”…

  11. Apriamoci al bisogno era lo slogan di qualche settimana fa del nostro vescovo Monari: eccolo il bisogno. Un bisogno che avete creato voi sfrattando una famiglia numerosa. I locali vescovili sono ampi, accoglienti. Non penso che dedicare alcune stanze a chi ha bisogno crei fastidio ad un vescovo così votato ai bisogni degli altri. Vorrà dire che si stringerà un po’ (che se ne fa di tanti locali, è solo) e sperimenterà in prima persona cosa vuol dire accoglienza. Allora Monari, le cose giuste tu le sai, dimmi perchè tu non le fai?

  12. 700 euro di affitto al mese? E pensarci prima? Cercando un appartamento in periferia anzichè in centro alla cttà dove si sa che gli affitti costano molto di più? Perchè la proprietà dovrebbe ridurre il canone? Perchè la proprietà ci deve rimettere? Loro non riescono ad onorare gli impegni presi e si adeguano! p.s. Anche noi in casa abbiamo un disoccupato! E non andiamo in piazza a sventolare bandiere pretendendo diritti che non ci spettano! Pensiamo ai doveri prima dei diritti! Oramai sta diventando un’abitudine quella di chiedere sempre prima di dare!!!!

  13. Borgo Trento non è centro città, è periferia. La proprietà è un ente che continua a imporre a noi di fare del bene e di accogliere gratuitamente, mentre lui sfratta. La proprietà dovrebbe accogliere, non fare la carità con i soldi degli altri. Sui doveri ti do ragionissimo.

  14. Borgo Trento è in città non certo in periferia significa fuori dalla città, nei comuni limitrofi, meglio ancora in campagna! Chi non si può permettere il lusso della città abita in campagna! E 700 euro di affitto mi sembrano un lusso! La proprietà chiunque essa sia ha diritto a guadagnare della sua rendita! E non il dovere di fare la carità! È solo una scusa!

  15. In centro alla città come scirvi leggo centro storico. La periferia è intesa come quartieri fuori dal centro storico e Borgo Trento non è il centro storico di Brescia. La proprietà ha tutti i diritti come dici tu. Questa proprietà però è un ente all’interno di un’istituzine che continua a dire di accogliere gli stranieri, che dice “apriamoci al bisogno”. Ecco la differenza. Oppure è differente soltanto quando riguarda gli altri?

  16. Anch’ io abito in via Trento e conosco bene il palazzo dove abitano i due pachistani e ho visto anche il “casino” di venerdì con questi ……. (non so come definirli) di DIRITTI DI TUTTI (DOVERI nono !). Mi chiedo questo : ma se non potevano permettersi 700,00 euro d’ affitto perché andare in uno dei PALAZZI di via Trento con tanto di balcone, superlusso, proprio di fianco al PALAZZO PISA ??? Forse a san polo avrebbero pagato meno e rotto meno gli zebedei ! E poi chi ci crede che in due fratelli che lavorano portano a casa solo 1.200,00 euro al mese ? BRESCIANI CUCUUUUUUUUUUU

  17. Che strano: quando c’è da accogliere con i soldi degli altri la chiesa è in prima fila. Quando qualcuno non le paga l’affitto invece li caccia fuori senza se e senza ma. Anche se sono stranieri. Quindi, il dopo accoglienza cosa ci riserverà da parte loro? Il bisogno quindi ha anche per loro due pesi e due misure, vedo….

  18. Non faccio nomi , non faccio propaganda, non giudico ma confermo che sono pagati e per bene per fare sfratti che poi non avvengono e associazione diritti per tutti ha un guadagno, non aggiungo altro se non solo io ho visto cosa accade , ma sono sola e sola non posso far valere la realtà che tanti non vogliono vedere, sapere…..

  19. Con la garanzia dell’anonimato, qui ci sono persone che si sentono libere di alzare i toni, di insultare, diffamare, scrivendo cose che mai scriverebbero mettendoci la faccia (nome e cognome). Va benissimo l’anonimato in rete, basta farne il giusto uso. Lei, invece, si permette di fare affermazioni diffamatarorie (senza fare nomi, certo, senza aggiungere altro…), ma dovrebbe sapere che ogni messaggio è tracciabile e che la diffamazione è un reato. La calunnia è un venticello, ma a volte diventa un tornado che si scatena proprio contro il calunniatore.

  20. Diritti per tutti, cosa dite della chiesa che è con voi quando si tratta di accogliere ed è contro di voi quando si tratta di non guadagnare?

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