Cigole, niente Gratta&Vinci in chiesa. Le polemiche bloccano l’iniziativa del parroco

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Non se l’è sentita don Camisani, parroco di Cigole, di dare seguito all’invito lanciato qualche giorno prima da lui stesso di sostituire le offerte dei fedeli in Gratta&Vinci per provare a trovare i fondi per sistemare l’oratorio, il tetto della chiesa e la canonica.

Le polemiche suscitate nell’opinione pubblica, che si è divisa tra favorevoli e contrari, non sono state inascoltate, tant’è che sul portone della chiesa, proprio come era avvenuto per l’invito a donare il Gratta&Vinci, questo fine settimana è comparso un cartello: “La buona fede, evidentemente ingenua e poco soppesata degli organizzatori, non è comunque messa in discussione – ha scritto don Camisani nel messaggio, riportato da Bresciaoggi.- La parrocchia ringrazia tutti quanti, pro e contro, hanno aiutato a riflettere. Ogni discussione, benchè a volte espressa in modo forte, è motivo di crescita se il desiderio è il bene e non l’offesa. Con questo spirito continuiamo a camminare nel quotidiano”.

Non sono mai stati i fedeli ad aver criticato l’iniziativa della parrocchia, bensì una parte del mondo politico, in particolare l’assessore regionale Viviana Beccalossi che ha giudicato l’idea del parrocco di Cigole controproducente nella lotta della Regione alla ludopatia.

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UN COMMENTO

  1. Ma possibile che i preti, che dovrebbero riflettere più di noi visto che hanno un sacco di tempo e non hanno famiglia, non pensino quando fanno certi gesti e occorre che il mondo laico e civile li scuota? Quanto siete lontani dai problemi della gente, cari sacerdoti….

  2. Monari, ma non riprendi un tuo parroco per un’iniziativa del genere? Dove sei? A scrivere qualche insulsa omelia che tanto nessuno legge? Oppure non ti danno retta e pur di non perdere un “pastore” ti va bene tutto? Quanta autorevolezza che hai….

  3. Ma cosa vuoi che riprenda Monari, e poi un prete, uno di loro, ma che cine hai visto. Al limite riprende noi pecorelle smarrite, noi sbagliamo sempre. Se un prete non vuole aprire la chiesa a delle donne che vogliono pregare, Monari risponde alle donne che, se vogliono pregare, è più saggio che vadano in un’altra parrocchia, così si risolve tutto… A questi livelli siamo arrivati. Meditate gente, meditate…

  4. Iniziativa stupida fatta con la faciloneria tipica dei preti giovani che non conoscono la vita e la gente e che, alla prima difficoltà, fanno retromarcia per paura: queste generazioni di preti quarantenni non differiscono dalla stragrande dei loro coetanei laici….

  5. Napoleone voleva eliminare il clero e cercava in tutti i modi di farlo, ma suo zio, vescovo o cardinale, mi sembra, gli diceva sempre: non ce la farai mai a distruggere la chiesa, non ce l’abbiamo mai fatta noi preti figurati tu….

  6. Ma sto prete legge almeno Avvenire? Che continua con la lotta contro il gioco d’azzardo? Oppure, come fanno i preti, vale sempre per gli altri, non per loro?

  7. Mamma mia quanta faciloneria nei preti di oggi che devono affrontare problemi piccoli: una volta con la povertà e l’assoluta mancanza di mezzi i parroci si arrangiavano come potevano, rinunciavano del loro per il bene della comunità. Oggi no, belle canoniche, ben attrezzate di sistemi di sicurezza (non si sa mai, è meglio che i delinquenti vadano dai civili a fare del male, noi li accogliamo solo sulla loro pelle) e affidarsi alla dea bendata per risolvere problemi logistici inutili. La messa la si può dire anche nella tua canonica, caro parroco, oppure non vuoi estranei che ti sporcano il tuo bel rifugio?

  8. Questi preti che credono di risolvere i problemi col gratta e vinci. La stessa puerilità e faciloneria con la quale credono di ospitare profughi e clandestini (che poi scaricano su di noi!) senza minimamente pensare a cosa ciò comporta. Proprio vero che non sanno niente della vita, delle difficoltà che ci sono, degli imprevisti, delle disgrazie che ti capitano. Vivono nel loro mondo dorato e pensano che i problemi si risolvono come nelle favole…

  9. Caro parroco, fa come molti tuoi colleghi: fanno e disfano senza curarsi delle finanze, tanto poi il vescovo li trasferisce e i debiti rimangono in groppa ai parrocchiani. Poveri parrocchiani, oltre ai debiti e ai problemi che ci crea lo stato devono anche accollarsi quelli della chiesa che poi rimane di proprietà della diocesi che poi se arriva un altro parroco distrugge tutto quello fatto (e pagato da voi) prima e fa altri debiti (che dovrete ancora pagare voi)!

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