Pranzo al sacco a scuola: l’Asl di Brescia lo autorizza in 147 comuni bresciani

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L’Asl di Brescia ha dato il suo benestare alla possibilità di portarsi il pranzo da casa per gli studenti delle scuole elementari e medie di 147 Comuni bresciani. A riportare la notizia è il ilfattoquotidiano.it secondo il quale l’Asl di Brescia avrebbe ascoltato la richiesta della consigliera regionale Paola Macchi (M5S).

I motivi della richiesta sono diversi: dalle intolleranze alimentari alla religione che non consente ad alcuni bambini di mangiare determinati cibi. Qualche pediatra non è d’accordo perché potrebbero insorgere problemi igienici nella conservazione dei pasti. L’Asl di Brescia al momento è l’unica in Lombardia ad aver aperto la strada alla richiesta dei grillini lombardi.

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  1. Magari perché qualcuno non può o non vuole oppure non riesce a pagare la retta? Così, per evitare penosi casi già accaduti, i genitori decidono civicamente per questa opzione. Ottima scelta, davvero.

  2. Lulu, set dre a fà del bu?! Per decenni i bambini e i ragazzi si sono portati il pranzo e la merenda a scuola, al grest, in gita e non è mai morto nessuno! Smettiamola con le fobie di “contaminazione” e “igiene”, smettiamola di tenere i figli sotto le campane di vetro, avremo ragazzi più svegli e vispi.

  3. Una volta, le scuole il cui orario prevedeva la permanenza di alunni e personale oltre l’ora di pranzo, fornivano il servizio mensa interno, con cucina, refettorio e personale addetto regolarmente assunto. Questo rispondeva a diverse esigenze, non ultima quella di fornire almeno un pasto completo ed equilibrato anche agli alunni che in famiglia non avevano modo di alimentarsi adeguatamente perché in casa c’erano pochi soldi. Oggi, il problema è economico in pochi casi ma, in compenso, in famiglia spesso l’alimentazione è anche troppo abbondante, disordinata e spesso di scarsa qualità. Ecco l’importanza di un buon servizio mensa. Purtroppo anche in questo settore si è tagliato dissennatamente e i servizi, quando non sono stati semplicemente aboliti, sono stati affidati ad aziende private il cui scopo non è fornire un servizio di qualità, ma realizzare il massimo profitto possibile e molto spesso i costi di questo sistema si rivelano più elevati del mantenimento di strutture e personale da parte dell’amministrazione pubblica (mi è capitato per un periodo di lavorare consegnando pasti precotti alle scuole e so bene di cosa parlo). Ora le politiche amministrative delle destre (PD compreso) tendono apertamente alla liquidazione della scuola pubblica e gli ulteriori tagli, evidentemente, impongono un’ulteriore ridimensionamento del servizio, quindi si incoraggiano le famiglie ad arrangiarsi e si tenta di fare passare l’operazione come una concessione di “libertà di scelta”.

  4. Per fortuna qualcuno ragiona, concordo con l’ASL bresciana e sono felice che una volta tanto il buon senso parta da casa nostra!! Complimenti davvero !
    Non si tratta di mere questioni religiose o di motivi economici, ma di buon senso!! Sapete quanto cibo viene buttatto giornalmente nelle mense scolastiche? quasi il 30% di quanto servito! Ed il danno è quindi doppio, in primis lo spreco e quindi la mancanza di eticità , il secondo il danno economico…buttare cibo è davvero un peccato!
    Grazie quindi a chi ha presentato la proposta ed anche all’ASL che l’ha accolta!!

  5. Concordo pienamente con la critica allo spreco ma non penso che la soluzione corretta sia eliminare il servizio. Bisogna, invece, accertare le cause dello spreco e correggere i malfunzionamenti del sistema. Per esempio, sono convinto che una delle sue cause principali sia l’affidamento ad aziende esterne che, ovviamente, hanno tutto l’interesse a fornire il numero più alto possibile di pasti per guadagnare di più, indipendentemente dal fatto che poi molto cibo finisca per essere buttato. Una gestione oculata di una mensa è perfettamente possibile e se ad occuparsene è direttamente una scuola, con personale qualificato, è molto più semplice tenere conto, per esempio, delle assenze degli utenti ed evitare di consegnare pasti inutili.

  6. Che Pagliacciata dell’Asl…La stessa che obbliga a inserire nei menù pesce e verdura piatti unici con legumi di cui il gradimento è pari a zero e per cui si trasforma in rifiuto poi autorizza la schiseta da casa…Ma se sono quelli che fanno portare le torte confezionate nelle feste…Asl obbliga a rigide regole sia gli enti (Scia) che i centri di cottura…poi sto Speziani si inventa questo…creando la mensa di serie a (SEDUTI A TAVOLA ) e la Mensa di Serie B con il panino o la pastasciutta.
    Dovre bbero invece sti politici cialtroni compresa quella del 5 stelle a studiare una riduzione delle tariffe limando su numerosi sprechi che si vedono in città ciclicamente
    Paiasa ta

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